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Sovraindebitamento

Un esempio di sovraindebitamento: quando le rate non ci stanno più

Un uomo osserva fogli su un tavolo di cucina, accanto a una tazza e alla spesa.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

Un esempio di sovraindebitamento è una persona che continua a lavorare, ma non riesce più a pagare regolarmente i debiti insieme alle spese necessarie. Lo stipendio arriva, eppure ogni mese manca denaro. La difficoltà può riguardare anche i pagamenti dei prossimi mesi, non soltanto quelli già saltati.

Per renderlo concreto, seguiamo una situazione interamente inventata a scopo illustrativo. Non è un cliente di Michela o di Legge3 e non racconta un risultato ottenuto in tribunale.

Il problema si vede guardando il mese intero. Una rata pagata non significa sempre che il bilancio regga.

L’esempio: uno stipendio, le spese di casa e più rate

Chiamiamo questa persona Marco. È un lavoratore dipendente con debiti contratti per esigenze della vita privata. In famiglia le entrate nette mensili sono scese a 2.100 euro dopo una riduzione dell’orario di lavoro.

Le rate dei finanziamenti, però, sono rimaste uguali. Nell’esempio la situazione mensile è questa:

Voce del bilancio illustrativo Importo mensile
Entrate nette della famiglia 2.100 euro
Spese necessarie, come affitto, alimenti, bollette e trasporti 1.650 euro
Rate dei finanziamenti in corso 780 euro
Differenza dopo spese e rate Mancano 330 euro

Il conto è semplice: le uscite arrivano a 2.430 euro, mentre le entrate sono 2.100. Quei 330 euro mancanti si ripresentano ogni mese se nulla cambia.

Gli importi non sono soglie di legge, dati medi o spese riconosciute da un giudice. Servono solo a mostrare il problema. Le spese reali di ogni famiglia devono essere verificate.

Perché può essere sovraindebitamento anche se Marco lavora?

Avere uno stipendio non equivale a riuscire a sostenere tutti i pagamenti. La difficoltà emerge quando i debiti non possono più essere affrontati con regolarità, oppure quando le risorse previste non bastano per le obbligazioni in arrivo.

Il Codice della crisi distingue lo stato di crisi dall’insolvenza e li richiama nella definizione di sovraindebitamento per i soggetti previsti. La base è l’articolo 2.

Anche la Banca d’Italia invita a considerare insieme le rate dei diversi prestiti e le entrate disponibili. Guardare soltanto la rata più alta non basta.

Nell’esempio, Marco riesce magari a pagare una finanziaria, ma rimanda una bolletta. Oppure usa altro credito per la spesa. Il pagamento di oggi non dimostra che potrà sostenere quello del mese prossimo.

Le spese di casa continuano ad arrivare. Non diventano meno necessarie perché ci sono debiti.

Che cosa cambia quando ne parla con Michela?

Il primo confronto serve a capire che cosa sta accadendo: quali pagamenti pesano, da quando è cambiato il reddito e se ci sono lettere o azioni dei creditori.

Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Con il team può aiutare Marco a ricostruire il problema e a capire quali verifiche affrontare. Non gli chiede di scegliere da solo una procedura.

Per valutare un percorso, servono dati completi: tutti i creditori, il patrimonio, i redditi e le somme necessarie alla famiglia. Sono elementi previsti anche dall’articolo 67.

Non basta quindi consegnare l’ultima busta paga. Possono contare un’auto, risparmi residui, garanzie date e altri impegni. Il team spiega quali documenti sono necessari nel caso concreto.

I 450 euro dopo le spese diventano la nuova rata?

No, non automaticamente. Nell’esempio, tolte le spese indicate, rimangono 450 euro. Questa è una differenza aritmetica, non una proposta già pronta.

Prima occorre verificare se le spese sono complete e documentabili, se ci sono costi annuali da considerare, quanto è stabile il reddito e quale sia il patrimonio. Anche i costi dell’eventuale percorso devono entrare nella valutazione.

L’OCC, l’Organismo di composizione della crisi, svolge verifiche indipendenti e redige la relazione prevista dalla legge. Fra gli aspetti esaminati ci sono le cause dell’indebitamento, la documentazione e i costi presunti della procedura, secondo l’articolo 68.

Non sarebbe corretto moltiplicare quei 450 euro per alcuni anni e promettere che tutto il resto del debito verrà ridotto. Un calcolo del genere salterebbe le verifiche essenziali.

Una differenza sul foglio non è ancora una soluzione. Il piano deve tenere conto dell’intera situazione.

Quale percorso potrebbe essere valutato?

Se Marco ha i requisiti del consumatore sovraindebitato, può essere esaminata la ristrutturazione dei debiti del consumatore: una proposta che indica come affrontare i pagamenti. La legge permette anche una soddisfazione parziale dei crediti, alle condizioni previste dall’articolo 67.

Non basta però riconoscersi nell’esempio. Devono essere controllate anche le condizioni personali e le cause della difficoltà. L’articolo 69 prevede limiti legati, tra l’altro, a precedenti benefici e a colpa grave, malafede o frode.

Il giudice valuta l’ammissibilità e la fattibilità del piano. Può richiedere integrazioni e deve affrontare le contestazioni: la decisione non spetta a Michela. È il passaggio regolato dall’articolo 70.

Se i debiti provengono invece da un’attività, il percorso può cambiare. Per questo abbiamo un approfondimento distinto sul sovraindebitamento della ditta individuale.

Che cosa succede nel frattempo e dopo l’approvazione?

Il primo colloquio e la preparazione dei documenti non sospendono da soli un pignoramento. Le misure protettive dipendono dai provvedimenti del giudice, nei casi previsti.

Se arriva un atto, date e contenuto diventano parte della valutazione. Attendere l’esito del colloquio non ferma le scadenze.

Anche dopo l’eventuale approvazione del piano restano impegni da rispettare. Il debitore deve eseguirlo e l’OCC ne controlla l’adempimento, secondo l’articolo 71.

Nell’esempio non attribuiamo a Marco né un’approvazione né una percentuale di riduzione. Per stabilire un risultato servirebbero un caso reale completo e un provvedimento effettivo.

Il percorso ha passaggi e impegni precisi. Le scadenze contano prima e dopo una decisione.

Perché lo stesso debito può portare a valutazioni diverse?

Due persone possono dovere la stessa somma e trovarsi in condizioni molto diverse. Una ha un reddito stabile e pochi beni; l’altra ha perso il lavoro ma possiede un immobile.

Il numero finale dei debiti non spiega, da solo, chi possa accedere a quale percorso. Contano anche origine delle obbligazioni, risorse e condizioni personali.

In presenza dei requisiti possono essere valutati strumenti diversi, come la liquidazione controllata. Per la persona meritevole che non può offrire utilità ai creditori esiste inoltre la specifica esdebitazione dell’incapiente, con condizioni rigorose.

Nessuno di questi strumenti si sceglie copiando la situazione di un’altra persona. Michela e il team aiutano a comprendere quale verifica abbia senso nel tuo caso.

Domande frequenti

Questo è un caso risolto da Legge3?

No. Nome, situazione e importi sono inventati soltanto per spiegare il problema. Non è una testimonianza e non dimostra un risultato ottenibile.

Devo avere gli stessi importi dell’esempio per chiedere aiuto?

No. Le cifre non sono requisiti di accesso. Il problema va valutato rispetto ai tuoi debiti, alle risorse disponibili e alle condizioni previste dalla legge.

Si può essere in difficoltà senza aver ancora saltato tutte le rate?

Sì. È importante considerare anche se i pagamenti prossimi potranno essere sostenuti. Usare nuovo credito per le spese essenziali può segnalare una difficoltà da esaminare.

La procedura prevede sempre una rata più bassa?

No. Strumenti, requisiti e risultati cambiano. Non ogni situazione permette un piano e non è possibile promettere una rata prima delle verifiche.

Quanto costa il primo colloquio?

Il primo colloquio con Michela è gratuito. Eventuali attività professionali successive e costi della procedura sono distinti e devono essere chiariti prima dell’incarico.

Se ti riconosci nel problema, partiamo dalla tua situazione

Forse i tuoi numeri sono diversi, ma riconosci la sensazione: paghi una rata e pensi subito a come affrontare la prossima.

L’esempio aiuta a capire. Il confronto serve per il tuo caso. Con Michela e il team Legge3.

Puoi raccontarci quali pagamenti ti preoccupano. Non devi preparare da solo un piano o sapere già quale soluzione chiedere. Trovi anche una spiegazione di come seguiamo i privati con troppi debiti.

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Michela Radicchi nel suo ufficio
Michela Radicchi Consulente Specialista Legge3.it

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