Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
No. Finché i genitori sono vivi, i figli non rispondono dei loro debiti: ogni persona paga con i propri beni, non con quelli dei familiari. La regola cambia solo se hai firmato qualcosa, come una garanzia o un conto in comune, oppure se dopo la morte accetti l’eredità. La stessa regola vale al contrario, per i genitori di un figlio adulto pieno di debiti.
Se ti sono arrivate lettere per debiti che non sono tuoi, o temi che il problema di un familiare ricada su di te, con Michela e il team Legge3 puoi capire cosa rischi davvero e cosa no.

Prima domanda: chi ha firmato. È la firma, non il legame di sangue, a creare l’obbligo.
La regola: ognuno risponde dei propri debiti
Il codice civile è chiaro: il debitore risponde dei suoi debiti con tutti i suoi beni, presenti e futuri. Lo dice l’articolo 2740. I beni di un figlio non sono beni del genitore, e viceversa. Un creditore di tuo padre non può quindi pignorare il tuo stipendio, il tuo conto o la tua casa.
Questo vale anche se vivete insieme, anche se il genitore è nullatenente, anche se il creditore ti telefona o ti scrive. Le lettere di sollecito rivolte ai familiari non creano un obbligo che la legge non prevede.
C’è un obbligo diverso, che spesso genera confusione: quello degli alimenti. I figli devono aiutare i genitori in stato di bisogno, secondo l’articolo 433. Ma è un obbligo verso il genitore, per farlo vivere, non un obbligo verso i suoi creditori.
Quando un figlio può dover pagare
Le eccezioni nascono sempre da un impegno tuo. Se hai firmato come garante di un prestito del genitore, il creditore può chiedere a te il pagamento se il genitore non paga. Se un conto è intestato a entrambi, gli intestatari rispondono insieme del saldo. Se hai firmato un contratto insieme al genitore, rispondi della tua parte e, spesso, di tutto.
| Situazione | I figli pagano? |
|---|---|
| Genitore vivo, figlio che non ha firmato nulla | No, il creditore può rivolgersi solo al genitore |
| Figlio garante, cointestatario o firmatario insieme al genitore | Sì, per l’impegno che ha firmato |
| Genitore morto ed eredità accettata senza cautele | Sì, anche con i propri beni |
| Genitore morto ed eredità rifiutata, o accettata con beneficio d’inventario | No, o solo entro il valore dei beni ereditati |
Per questo, nel colloquio, la prima cosa che guardiamo sono i contratti: chi li ha firmati e con quale ruolo. Molte persone scoprono di aver firmato anni fa una garanzia di cui non ricordavano nulla.

Una firma di anni fa può pesare oggi. Vale la pena ritrovare i contratti prima di preoccuparsi.
Vivere nella stessa casa: cosa può essere pignorato
Il punto delicato è la casa in comune. L’ufficiale giudiziario può cercare le cose da pignorare nella casa del debitore e nei luoghi che gli appartengono, come prevede l’articolo 513 del codice di procedura civile. Se il genitore debitore vive con te, la casa in cui vivi è anche la sua.
I mobili e gli oggetti trovati in quella casa possono quindi essere pignorati, anche se sono tuoi. Puoi opporti dimostrando che sono di tua proprietà, ma la legge limita la prova: chi vive con il debitore non può usare testimoni, salvo eccezioni, secondo l’articolo 621. Servono scontrini, fatture, contratti.
Lo stesso vale al contrario: se un figlio adulto pieno di debiti vive con i genitori, i beni in casa possono essere presi di mira. Conservare le prove di chi ha comprato cosa è una precauzione semplice.
Il tuo stipendio, il tuo conto personale e la tua casa restano tuoi. Il rischio riguarda soprattutto i beni mobili nella casa condivisa.
Dopo la morte: l’eredità
Con la morte del genitore i suoi debiti non spariscono: passano nell’eredità. Ma nessuno è obbligato ad accettarla. L’eredità si può accettare in modo puro e semplice, oppure con beneficio d’inventario, secondo l’articolo 470. Oppure si può rinunciare.
Con l’accettazione pura e semplice rispondi dei debiti del genitore anche con i tuoi beni. Con il beneficio d’inventario, che richiede una dichiarazione al notaio o in tribunale come prevede l’articolo 484, rispondi solo entro il valore di quello che erediti. Con la rinuncia, anch’essa con dichiarazione formale secondo l’articolo 519, non erediti nulla e non paghi nulla.
Attenzione ai gesti che valgono come accettazione: usare i soldi del conto del genitore, vendere un suo bene, continuare a usare la sua auto. Prima di fare qualsiasi cosa con i beni di un genitore morto con debiti, parlane con noi.

Accettare, rinunciare o accettare con inventario. Tre scelte diverse, da fare con calma e con i numeri davanti.
Quando i debiti sono davvero di tutta la famiglia
A volte i debiti sono nati insieme: un prestito per l’attività di famiglia, un mutuo cointestato, garanzie incrociate. In questi casi la legge permette ai membri della stessa famiglia di affrontare il sovraindebitamento con un’unica procedura, quando convivono o quando l’origine dei debiti è comune. Lo prevede l’articolo 66 del Codice della crisi.
Il sovraindebitamento è lo stato di chi non riesce più a pagare regolarmente i propri debiti, definito dall’articolo 2. Le procedure non sono automatiche e vanno valutate sui documenti. Ne parliamo nella guida sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Puoi parlarle sia se sei un figlio preoccupato per i debiti dei genitori, sia se sei un genitore preoccupato per quelli di un figlio.
Nel primo colloquio guardiamo le lettere ricevute, i contratti firmati e chi vive con chi. Poi, con gli avvocati e i commercialisti del team, distinguiamo i debiti che ti riguardano davvero da quelli che non possono toccarti, e capiamo se serve una procedura per chi ha i debiti.
Michela e il team non fanno sparire i debiti di un familiare e non decidono al posto del giudice. Ti aiutano a proteggere quello che è tuo e ad aiutare chi ha i debiti nel modo giusto. Se le richieste riguardano cartelle, leggi anche cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Aiutare un genitore non significa pagare al posto suo. Spesso l’aiuto migliore è capire insieme cosa fare.
Domande frequenti
Possono pignorare il mio stipendio per i debiti di mio padre?
No. Il tuo stipendio è tuo. Il creditore di tuo padre può agire solo sui beni di tuo padre, a meno che tu abbia firmato come garante o cointestatario.
Mio padre è nullatenente: il creditore può rivalersi su di me?
No. L’assenza di beni del genitore non trasferisce il debito ai figli. Attenzione solo ai beni mobili nella casa in cui vivete insieme, che vanno documentati.
Se mio padre muore con debiti, li eredito per forza?
No. Puoi rinunciare all’eredità o accettarla con beneficio d’inventario, con dichiarazioni formali. Conta non compiere gesti che valgano come accettazione.
Devo mantenere mio padre che ha debiti?
Se è in stato di bisogno, la legge prevede l’obbligo degli alimenti. Ma è un aiuto per farlo vivere, non un obbligo di pagare i suoi creditori.
Il colloquio con Michela ferma le richieste ai familiari?
No. Il colloquio serve a capire cosa ti riguarda davvero e cosa rispondere. Le azioni dei creditori si fermano solo nei modi previsti dalla legge.
Parliamone prima di firmare o di toccare qualcosa
Se un creditore di un familiare ti ha scritto, o se devi decidere cosa fare con l’eredità di un genitore con debiti, non muoverti da solo. Raccontaci la situazione: da lì capiamo cosa rischi e cosa no.

I debiti di famiglia si affrontano meglio con qualcuno di esterno. Michela e il team Legge3 ti aiutano a distinguere cosa è tuo e cosa no.
Il primo colloquio è gratuito. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.