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Se una persona muore lasciando solo debiti e nessun bene, nessuno è obbligato a pagarli. I debiti passano nell’eredità, ma l’eredità si può rifiutare: chi rinuncia con la dichiarazione prevista dalla legge non paga nulla e non eredita nulla. Il rischio vero è un altro: compiere, senza saperlo, un gesto che vale come accettazione.
Se dopo un lutto sono arrivate richieste di pagamento e anche i tuoi debiti sono diventati troppi, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Dopo un lutto arrivano lettere che non si capiscono. Nessuna richiede una risposta immediata: prima si guarda cosa c’è davvero.
Chi paga i debiti di chi è morto
Ogni persona risponde dei propri debiti con i propri beni, come dice l’articolo 2740 del codice civile. Con la morte, i debiti non spariscono: entrano nell’eredità insieme agli eventuali beni. Ma l’eredità non si trasmette da sola. Diventa erede solo chi accetta.
Se il defunto non ha lasciato nulla, i creditori non hanno nulla da prendere. E se i familiari rinunciano, i creditori non possono rivolgersi a loro. Le lettere di sollecito ai parenti non creano obblighi che la legge non prevede.
Alcuni debiti, poi, non passano comunque. Le sanzioni tributarie, per esempio, non si trasmettono agli eredi, secondo l’articolo 8 del decreto legislativo 472/1997: resta l’imposta, non la multa.
Rinunciare all’eredità
La rinuncia si fa con una dichiarazione formale, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, come prevede l’articolo 519. Non basta dirlo ai creditori o scriverlo in una lettera.
Chi rinuncia è considerato come se non fosse mai stato chiamato all’eredità, secondo l’articolo 521. Non eredita nulla, non paga nulla. La quota passa agli altri chiamati, per esempio ai figli di chi rinuncia, che a loro volta possono rinunciare.
| Cosa fai | Cosa succede ai debiti del defunto |
|---|---|
| Rinunci con la dichiarazione formale | Non erediti nulla e non paghi nulla |
| Accetti con beneficio d’inventario | Paghi solo entro il valore dei beni ereditati |
| Usi beni o soldi del defunto senza formalità | Rischi l’accettazione tacita e rispondi anche con i tuoi beni |
| Nessuno accetta e nessuno possiede beni | Il tribunale può nominare un curatore dell’eredità giacente |
Se invece qualche bene c’è, ma non si sa se copre i debiti, esiste l’accettazione con beneficio d’inventario, prevista dagli articoli 470 e 484: si risponde dei debiti solo entro il valore di quello che si eredita.

Rinunciare richiede una dichiarazione, non una telefonata. E conviene farla prima di toccare qualsiasi cosa.
I gesti che valgono come accettazione
Qui sta il rischio più frequente. L’accettazione può essere tacita: basta compiere un atto che presuppone la volontà di accettare, che non avresti diritto di fare se non come erede. Lo dice l’articolo 476.
Prelevare dal conto del defunto per pagare i suoi debiti, vendere la sua auto, usarla come propria, disdire un contratto a suo nome e incassare un rimborso: sono tutti gesti che un creditore può far valere come accettazione. In quel caso rispondi dei debiti anche con i tuoi beni, senza limiti.
C’è poi una regola sul possesso. Chi si trova in possesso di beni del defunto, per esempio perché viveva nella sua casa, deve fare l’inventario entro tre mesi; altrimenti è considerato erede puro e semplice. Lo prevede l’articolo 485. Per questo, se convivevi con il defunto, i tempi contano.
Prima di toccare beni, conti o oggetti del defunto, fermati. Un gesto fatto per buon senso può costare l’intero debito.
Se nessuno accetta
Quando nessun chiamato accetta e nessuno possiede beni dell’eredità, i creditori o il tribunale possono far nominare un curatore dell’eredità giacente, secondo l’articolo 528. Il curatore amministra quello che c’è, paga quel che si può e chiude. I familiari che hanno rinunciato restano fuori.
Se davvero non c’è nulla, la procedura si esaurisce senza pagare i creditori. Non è un’ingiustizia: è la conseguenza della regola per cui ognuno risponde con i propri beni.

I debiti del defunto e i tuoi debiti sono due conti separati. Tenerli separati è la prima protezione.
E se i debiti erano anche tuoi
A volte il problema non è l’eredità. Se avevi firmato come garante per il defunto, o un prestito era cointestato, quel debito era già tuo e la rinuncia non lo cancella. In questi casi la domanda diventa un’altra: riesci a pagarlo?
Se, tra debiti tuoi e richieste arrivate dopo il lutto, non riesci più a pagare regolarmente, la legge parla di sovraindebitamento, definito dall’articolo 2 del Codice della crisi. Esistono procedure pensate per questo. Ne parliamo nella guida sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla. Se vuoi approfondire, leggi cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti
Mio padre è morto con debiti e nessun bene: devo pagare io?
No. La legge permette di rinunciare all’eredità con la dichiarazione formale. Se non hai firmato garanzie e non compi gesti che valgono come accettazione, i creditori non possono chiederti nulla.
Pagare il funerale vale come accettazione?
Di regola le spese del funerale, pagate con soldi propri, non sono considerate accettazione. Diverso è usare il conto del defunto, che può valere come gesto da erede.
Posso tenere l’auto del defunto se rinuncio?
No. Usare o vendere l’auto è un gesto da erede. Se rinunci, i beni del defunto non sono tuoi e vanno lasciati alla procedura o agli altri chiamati.
Le cartelle e le multe del defunto passano agli eredi?
Le imposte sì, se accetti l’eredità. Le sanzioni tributarie no: la legge esclude che si trasmettano agli eredi.
Il colloquio con Michela ferma i creditori?
No. I creditori del defunto si fermano quando la rinuncia è fatta e nessuno ha accettato. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.
Parliamone prima di rispondere ai creditori
Se ai debiti di una persona cara si aggiungono debiti tuoi che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

I debiti del defunto non sono i tuoi. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.