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Sovraindebitamento

Tasse non pagate: cosa succede, sanzioni e avviso bonario

L’angolo di un piccolo laboratorio artigiano: una scrivania di legno consumato con un registro chiuso, una busta aperta, una tazza e una lampada spenta, davanti a una finestra rigata di pioggia.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

Se non paghi le tasse alla scadenza, l’IRPEF del 730 o della dichiarazione, l’acconto di novembre, un F24, la sanzione è del 25% dell’imposta: scende a 12,5% se paghi entro 90 giorni e all’1,25% se ti muovi tu entro 30 giorni con il ravvedimento. Se non fai nulla, dopo i controlli l’Agenzia delle Entrate ti manda una comunicazione di irregolarità, l’avviso bonario: 60 giorni per pagare con la sanzione ridotta all’8,33%, anche in 20 rate trimestrali. Passati anche quelli, il debito va a ruolo e arriva la cartella con la sanzione piena, e da lì fermo e pignoramento. Qui trovi le tappe, le cifre e i tempi, e quando le tasse indietro sono il segno di un problema più grande.

Se le tasse sono solo una delle voci che non riesci più a pagare, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Le tasse saltate costano poco nei primi giorni e molto dopo la cartella. La differenza la fanno i tempi.

Quanto costa una tassa pagata in ritardo

La sanzione per chi non versa un’imposta nei termini è del 25% dell’importo, secondo l’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997. Vale per le scadenze dal 1° settembre 2024 in poi; per quelle precedenti è del 30%. Se paghi entro 90 giorni la sanzione si dimezza, 12,5%, e nei primi 15 giorni si conta un quindicesimo di quel 12,5% per ogni giorno di ritardo, cioè lo 0,83% al giorno. A questo si aggiungono gli interessi al tasso legale, giorno per giorno.

Il ravvedimento è la possibilità di pagare da soli, prima che l’Agenzia ti abbia mandato una comunicazione, con la sanzione ridotta: un decimo entro 30 giorni (1,25%), un nono entro 90 giorni (1,39%), un ottavo entro il termine della dichiarazione dell’anno successivo (3,125%), un settimo oltre (3,57%), come prevede l’articolo 13 del decreto legislativo 472/1997 e come spiega l’Agenzia delle Entrate. Per 1.000 euro di IRPEF pagati con due mesi di ritardo, la sanzione è di circa 14 euro.

Quando Cosa succede
Entro 30 giorni dalla scadenza Ravvedimento: sanzione 1,25% più interessi; entro 90 giorni 1,39%, entro un anno 3,125%
Dopo i controlli dell’Agenzia Comunicazione di irregolarità (avviso bonario): 60 giorni per pagare con sanzione all’8,33%, fino a 20 rate trimestrali
Entro il 31 dicembre del terzo anno dopo la dichiarazione Se non paghi l’avviso, il debito va a ruolo e arriva la cartella con la sanzione piena del 25%
60 giorni dopo la cartella Intimazione, fermo dell’auto, pignoramento di conto e stipendio; rate fino a 72 o 120 mesi

L’avviso bonario: 60 giorni e la sanzione a un terzo

L’Agenzia delle Entrate controlla ogni dichiarazione con una procedura automatica, prevista dall’articolo 36-bis del DPR 600/1973, e confronta quello che hai dichiarato con quello che hai versato. Se manca un pagamento, ti manda una comunicazione di irregolarità, che tutti chiamano avviso bonario. Non è una cartella e non è un accertamento: è l’ultima occasione per pagare con uno sconto.

Secondo l’articolo 2 del decreto legislativo 462/1997 hai 60 giorni dal ricevimento per pagare imposta, interessi e una sanzione ridotta a un terzo, cioè l’8,33% invece del 25%. Se la comunicazione arriva da un controllo formale, quello sui documenti, la riduzione è a due terzi, il 16,67%. Si può anche pagare a rate: fino a 20 rate trimestrali, con la prima entro i 60 giorni, come prevede l’articolo 3-bis dello stesso decreto. Lo conferma la scheda dell’Agenzia delle Entrate.

Un piccolo ritardo non fa perdere lo sconto. L’articolo 15-ter del DPR 602/1973 prevede il «lieve inadempimento»: se paghi con non più di 7 giorni di ritardo, o se manca non più del 3% e comunque non più di 10.000 euro, l’Agenzia iscrive a ruolo solo la parte mancante con la sua sanzione, non tutto il debito. Cosa fare quando arriva una raccomandata dell’Agenzia lo spieghiamo in raccomandata dell’Agenzia delle Entrate: cosa può essere.

L’avviso bonario è uno sconto con una data. Sessanta giorni, poi la sanzione torna piena.

Se non paghi nemmeno l’avviso: la cartella e dopo

Passati i 60 giorni senza pagamento, il debito viene iscritto a ruolo e passa all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che ti notifica la cartella esattoriale. Dentro ci sono l’imposta, la sanzione piena del 25%, gli interessi e le spese. La cartella deve arrivare entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello in cui hai presentato la dichiarazione, secondo l’articolo 25 del DPR 602/1973; per i controlli formali entro il quarto anno. Dopo quella data il debito non può più esserti chiesto con la cartella.

Dalla cartella in poi valgono le regole di ogni debito con la Riscossione: 60 giorni per pagare, la rateizzazione fino a 72 o 120 rate, e se non fai nulla l’intimazione, il fermo dell’auto e il pignoramento di conto e stipendio. Per i debiti affidati alla Riscossione fino al 31 dicembre 2023 c’è anche la rottamazione-quinquies, con domanda entro il 30 aprile 2026 già chiusa e le rate in corso.

Dichiarazione, F24 e avvisi vanno tenuti insieme, anno per anno. Dalle date si capisce a che punto sei.

Quando le tasse non pagate sono il segno di qualcosa di più grande

Un acconto saltato si sistema con il ravvedimento. Tre anni di IRPEF non versata, perché i soldi servivano a pagare fornitori, affitto e rate, sono un’altra cosa. La legge chiama questa situazione sovraindebitamento: non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti, come dice l’articolo 2 del Codice della crisi. Le procedure del Codice guardano tutti i debiti insieme, tasse comprese, e possono portare all’esdebitazione, cioè alla liberazione da quello che resta. Come funziona con l’Agenzia delle Entrate lo spieghiamo in troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Le tasse si pagano con i soldi dell’anno prima. Se l’anno prima non è bastato, il problema non è l’F24.

Cosa può fare Michela nel tuo caso

Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.

Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.

Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.

Domande frequenti

Cosa succede se non pago le tasse?

La sanzione è del 25%, ridotta a 12,5% se paghi entro 90 giorni. Dopo i controlli arriva l’avviso bonario con 60 giorni per pagare all’8,33%; se non paghi, la cartella con la sanzione piena, poi fermo e pignoramento.

Non ho pagato l’acconto IRPEF di novembre: cosa rischio?

La sanzione del 25% sull’acconto, 12,5% entro 90 giorni. Con il ravvedimento entro 30 giorni la sanzione è dell’1,25% più gli interessi.

Il 730 mi ha dato un debito e non ho pagato l’F24: cosa succede?

Vale la stessa regola delle altre imposte: sanzione del 25%, ravvedimento se ti muovi tu, avviso bonario dopo i controlli. Se hai un datore di lavoro, il conguaglio di solito viene trattenuto in busta paga.

Quanto tempo ha l’Agenzia per mandarmi la cartella?

La cartella deve arrivare entro il 31 dicembre del terzo anno successivo a quello della dichiarazione, o del quarto per i controlli formali. L’avviso bonario arriva prima, di solito entro un anno o due.

Il colloquio con Michela ferma l’avviso bonario?

No. I 60 giorni dell’avviso bonario restano. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.

Parliamone prima della cartella

Se le tasse sono solo una parte dei debiti che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

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