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Se non paghi l’IMU entro il 16 giugno o il 16 dicembre, il Comune può chiederti l’imposta più una sanzione del 25% e gli interessi, con un avviso di accertamento che può arrivare entro il 31 dicembre del quinto anno successivo. Se ti muovi prima tu, con il ravvedimento, la sanzione scende: 1,25% entro 30 giorni, 1,39% entro 90 giorni, 3,125% entro un anno. L’avviso ti dà 60 giorni; dopo diventa titolo esecutivo e, passati altri 30 giorni, il Comune può affidare il recupero e arrivare a fermo e pignoramento. Qui trovi ogni passaggio, con i tempi e le cifre, e quando l’IMU indietro è il segno di un problema più grande.
Se l’IMU è solo una delle voci che non riesci più a pagare, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

L’IMU non pagata non sparisce: il Comune ha cinque anni per chiederla. Prima ti muovi, meno costa.
Quando si paga l’IMU e cosa succede se salti una rata
L’IMU si paga in due rate: l’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre, oppure tutto insieme entro il 16 giugno. Lo stabilisce il comma 762 della legge 160/2019. Sulla casa in cui vivi, se è la tua abitazione principale e non è di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9), l’IMU non si paga: lo dice il comma 740 della stessa legge. Si paga sulle seconde case, sulle case date in affitto, sui negozi, sui terreni e sulle case di cui sei proprietario ma non abiti.
Se salti una rata non arriva nulla il giorno dopo. Il Comune se ne accorge dai controlli, di solito mesi o anni più tardi, e a quel punto manda un avviso. Nel frattempo il debito è lì, e ogni giorno maturano gli interessi.
| Quando | Cosa succede |
|---|---|
| Entro 30 giorni dalla scadenza | Puoi pagare tu con il ravvedimento: sanzione 1,25% più interessi |
| Entro 90 giorni, entro un anno, oltre | Sanzione 1,39%, poi 3,125%, poi 3,57%, finché il Comune non ti ha notificato nulla |
| Entro il 31 dicembre del quinto anno successivo | Il Comune può notificare l’avviso di accertamento: imposta, sanzione del 25%, interessi e spese |
| 60 giorni dopo l’avviso | L’avviso diventa titolo esecutivo; dopo altri 30 giorni il recupero forzato, con fermo e pignoramento |
Quanto costa l’IMU pagata in ritardo
La sanzione per chi non versa è del 25% dell’imposta, secondo l’articolo 13 del decreto legislativo 471/1997, richiamato dal comma 774 della legge 160/2019. Vale per le scadenze dal 1° settembre 2024 in poi; per quelle precedenti la sanzione è del 30%. Se paghi entro 90 giorni la sanzione si dimezza, e nei primi 15 giorni si conta un quindicesimo per ogni giorno di ritardo.
Il ravvedimento è la possibilità di pagare da soli, prima che il Comune ti abbia notificato un accertamento, con una sanzione ridotta: un decimo entro 30 giorni (1,25%), un nono entro 90 giorni (1,39%), un ottavo entro un anno (3,125%), un settimo oltre l’anno (3,57%), come prevede l’articolo 13 del decreto legislativo 472/1997. A questo si aggiungono gli interessi al tasso legale, contati giorno per giorno. Per un’IMU di 500 euro pagata con due mesi di ritardo, la sanzione è di circa 7 euro. Il ravvedimento non vale più quando il Comune ti ha già notificato l’avviso.
Se non hai mai presentato la dichiarazione IMU quando era dovuta, il comma 775 prevede una sanzione del 100% dell’imposta non versata, con un minimo di 50 euro; se la dichiarazione c’è ma è sbagliata, il 40%.

Due date all’anno: 16 giugno e 16 dicembre. Ogni giorno dopo costa di più, ma nei primi mesi costa poco.
L’avviso di accertamento: 60 giorni, poi il titolo esecutivo
Il Comune ha tempo fino al 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui dovevi pagare per notificarti l’avviso di accertamento: lo prevede il comma 161 dell’articolo 1 della legge 296/2006, che vale per l’IMU in forza del comma 776 della legge 160/2019. Per l’IMU 2024, quindi, l’avviso può arrivare fino al 31 dicembre 2029. Dopo quella data il Comune non può più chiederla.
L’avviso non è un semplice sollecito. Dal 2020 è un accertamento esecutivo, come prevede il comma 792: contiene l’intimazione a pagare entro il termine per fare ricorso, cioè 60 giorni, e passato quel termine vale come titolo esecutivo, senza bisogno della cartella. Trascorsi altri 30 giorni, il Comune affida il recupero a chi riscuote per suo conto, che può essere l’Agenzia delle Entrate-Riscossione o una società privata. L’esecuzione resta sospesa per 180 giorni dall’affidamento, 120 se chi riscuote è lo stesso Comune che ha notificato l’avviso.
Per importi fino a 10.000 euro, prima di fermo e pignoramento deve arrivare un sollecito con 30 giorni di tempo, secondo il comma 795. Poi le strade sono quelle di ogni debito affidato alla riscossione: il fermo amministrativo sull’auto e il pignoramento del conto. Se il Comune ha scelto l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il debito finisce in una cartella esattoriale, con le regole che conosci da lì.

Un avviso del Comune ha una scadenza precisa: 60 giorni. Dopo, il debito cambia natura e diventa esecutivo.
Rate e rottamazione: cosa prevede la legge
Se non riesci a pagare tutto insieme, il comma 796 prevede che il Comune o chi riscuote per lui debba concedere, su richiesta, fino a 72 rate mensili a chi si trova in una situazione di difficoltà temporanea e obiettiva. Ogni Comune può avere un proprio regolamento con condizioni diverse.
C’è poi la rottamazione-quinquies. Dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026 si può chiedere anche per l’IMU e gli altri tributi comunali affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma solo se il tuo Comune ha deciso di aderire. Chi ha aderito e cosa cambia lo trovi in rottamazione dei tributi locali e, per la Lombardia, in rottamazione-quinquies in Lombardia. Rate e rottamazione dividono o riducono il debito, non lo cancellano: se l’IMU è solo una parte di quello che non riesci a pagare, da sole non bastano.
Quando l’IMU è il segno di qualcosa di più grande
Un’IMU saltata una volta si sistema con il ravvedimento. Tre anni di IMU su una casa ereditata che non riesci a vendere, insieme a un mutuo, a bollette indietro e a una cartella, sono un’altra cosa. La legge chiama questa situazione sovraindebitamento: non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti, come dice l’articolo 2 del Codice della crisi. Le procedure del Codice guardano tutti i debiti insieme, IMU compresa, e possono portare all’esdebitazione, cioè alla liberazione da quello che resta. Da dove si comincia lo spieghiamo in troppi debiti: da dove cominciare.

L’IMU su una casa che non rende è una voce che torna ogni anno. Se il bilancio non la regge, va guardato tutto il bilancio.
Cosa può fare Michela nel tuo caso
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.
Domande frequenti
Cosa succede se non pago l’IMU?
Il Comune può notificarti un avviso di accertamento entro il 31 dicembre del quinto anno successivo, con l’imposta, una sanzione del 25% e gli interessi. Dopo 60 giorni l’avviso diventa titolo esecutivo e può portare a fermo e pignoramento.
Quanto pago se verso l’IMU in ritardo di pochi giorni?
Con il ravvedimento entro 30 giorni la sanzione è dell’1,25% più gli interessi legali. Entro 90 giorni sale all’1,39%, entro un anno al 3,125%.
Dopo quanti anni l’IMU non si può più chiedere?
L’avviso di accertamento deve arrivare entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui dovevi pagare. Per l’IMU 2024 il termine è il 31 dicembre 2029.
Sulla prima casa si paga l’IMU?
No, se è la tua abitazione principale e non è di lusso. Le case in categoria A/1, A/8 e A/9 la pagano anche se ci vivi.
Il colloquio con Michela ferma l’avviso del Comune?
No. I 60 giorni dell’avviso restano. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.
Parliamone prima che l’avviso diventi esecutivo
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Un avviso di accertamento si legge dalle date, non dall’importo. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita e non ti impegna. Ogni costo successivo ti viene spiegato voce per voce, prima di qualsiasi scelta.