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Sovraindebitamento

Doppio pignoramento: i limiti su stipendio e pensione

Due barattoli di ceramica, uno blu e uno bianco, su una mensola di legno chiaro accanto a una piccola pianta.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

Sì, un secondo creditore può pignorare uno stipendio o una pensione già pignorati. Ma la legge fissa un tetto complessivo: sullo stipendio le trattenute insieme non possono superare la metà, e sulla pensione resta sempre protetto il minimo vitale. Se c’è anche una cessione del quinto, le regole cambiano ancora. Il rischio più grande è che nessuno faccia i conti giusti.

Se hai già una trattenuta in busta paga o sul cedolino della pensione e ne è arrivata un’altra, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Ogni trattenuta ha una data, un creditore e una regola. Metterle in fila è il primo passo.

Due pignoramenti sullo stesso stipendio

La regola base è nell’articolo 545 del codice di procedura civile: lo stipendio può essere pignorato per un quinto per i tributi e per un quinto per ogni altro credito. Se le cause sono più di una, insieme, il pignoramento non può andare oltre la metà dello stipendio.

In pratica un primo creditore trattiene un quinto; un secondo, per un credito di natura diversa, può aggiungersi fino a raggiungere la metà. Due creditori della stessa natura, per esempio due finanziarie, si dividono lo stesso quinto in ordine di arrivo: il secondo aspetta che il primo sia soddisfatto.

Per le trattenute dovute ad alimenti, come un mantenimento ai figli, il giudice fissa una misura propria, e anche questa entra nel conteggio della metà.

Pensione già pignorata: cosa può fare il secondo creditore

Sulla pensione la legge protegge prima di tutto il minimo vitale: la parte fino al doppio dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro, non si tocca. Nel 2026 l’assegno sociale vale 546,24 euro secondo l’INPS, quindi restano protetti 1.092,48 euro al mese. Sulla parte oltre valgono i limiti dello stipendio: un quinto per creditore, metà in tutto.

Un secondo pignoramento non può quindi intaccare il minimo vitale, mai. Può aggiungersi solo sulla parte eccedente, e solo entro il tetto complessivo. Se la pensione è appena sopra la soglia, il secondo creditore rischia di non ottenere quasi nulla.

Il minimo vitale resta protetto anche con dieci creditori. È la parte della pensione che la legge riserva a te.

Pignoramento e cessione del quinto insieme

La cessione del quinto non è un pignoramento: è un prestito che restituisci tramite trattenuta. Ma le due cose si sommano sulla stessa busta paga, e la legge lo regola nell’articolo 68 del DPR 180/1950.

Se il pignoramento c’era già, la cessione può essere fatta solo per la differenza tra i due quinti dello stipendio netto e la quota pignorata. Se invece la cessione è arrivata prima, il pignoramento successivo può colpire solo la differenza tra la metà dello stipendio netto e la quota già ceduta.

Situazione Limite complessivo delle trattenute
Due pignoramenti per crediti di natura diversa sullo stesso stipendio Insieme non oltre la metà dello stipendio
Pignoramento arrivato dopo una cessione del quinto Solo fino alla metà dello stipendio netto, tolta la quota ceduta
Pensione con più pignoramenti Sempre protetto il minimo vitale, poi i limiti ordinari
Stipendio pignorato e conto corrente pignorato Sul conto l’ultimo stipendio accreditato resta protetto dalla Riscossione

Se le trattenute superano questi limiti, il pignoramento è in parte inefficace. Il giudice deve rilevarlo anche da solo, secondo l’articolo 545, ma nella pratica serve che qualcuno lo faccia notare.

Stipendio pignorato e conto pignorato nello stesso momento

Può succedere che un creditore pignori lo stipendio presso il datore di lavoro e un altro pignori il conto corrente dove quello stipendio arriva. Qui contano le date. Le somme di stipendio già accreditate prima del pignoramento del conto sono protette fino al triplo dell’assegno sociale, cioè 1.638,72 euro nel 2026. Quelle che arrivano dopo seguono i limiti ordinari.

Se a pignorare è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, l’ultimo stipendio accreditato sul conto non può essere toccato, come prevede l’articolo 72-ter del DPR 602/1973. La Riscossione, inoltre, sullo stipendio ha limiti più bassi: un decimo fino a 2.500 euro al mese, un settimo fino a 5.000, un quinto oltre.

Le date degli atti decidono cosa è protetto. Per questo ogni notifica va conservata.

Quando le trattenute sono troppe: cosa si può fare

Con più pignoramenti presso terzi, la legge prevede che il giudice possa ridurli in proporzione o dichiararne inefficaci alcuni, secondo l’articolo 546. Alleggerisce le trattenute, ma non risolve l’insieme dei debiti.

Se anche rispettando i limiti quello che resta non basta per vivere, il problema non è più il singolo pignoramento. Si ragiona sul sovraindebitamento, definito dall’articolo 2 del Codice della crisi. Nelle procedure previste il giudice può sospendere i pignoramenti che metterebbero in pericolo il piano, come prevede l’articolo 70. Ne parliamo nella guida sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.

Come può aiutarti Michela con Legge3

Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.

Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.

Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.

Metà stipendio in meno cambia la vita di casa. Per questo la legge fissa un tetto.

Domande frequenti

Possono pignorare due volte lo stesso stipendio?

Sì, per crediti di natura diversa, ma le trattenute insieme non possono superare la metà dello stipendio. Due creditori della stessa natura si dividono lo stesso quinto in ordine di arrivo.

La pensione è già pignorata: un altro creditore può prendere altro?

Solo sulla parte oltre il minimo vitale, che nel 2026 è di 1.092,48 euro, e solo entro il tetto complessivo. Il minimo vitale non si tocca mai.

Ho una cessione del quinto: possono pignorarmi lo stesso?

Sì, ma il pignoramento successivo può colpire solo la differenza tra la metà dello stipendio netto e la quota già ceduta.

Stipendio pignorato e conto bloccato: è legale?

Può succedere, se i creditori sono diversi. Contano le date degli accrediti e i limiti di legge. L’ultimo stipendio accreditato è protetto verso la Riscossione, e le somme già sul conto sono protette fino al triplo dell’assegno sociale.

Il colloquio con Michela riduce le trattenute?

No. Le trattenute restano finché un giudice non decide diversamente. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.

Parliamone con il cedolino davanti

Se una trattenuta in più sullo stipendio o sulla pensione è solo una parte dei debiti che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

Due trattenute non devono diventare tre. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.

La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.

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