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Se non paghi il canone RAI che arriva nella bolletta della luce, la luce non ti viene staccata: la legge lo vieta. Il fornitore ti manda i solleciti come per una bolletta normale, e se entro l’anno successivo il canone resta non pagato, a chiedertelo è l’Agenzia delle Entrate, con una sanzione del 25% e gli interessi, poi con la cartella. Il canone è di 90 euro l’anno, in dieci rate da gennaio a ottobre, e si prescrive in dieci anni. Qui trovi cosa succede passo per passo, cosa fare se il canone non compare in bolletta, e chi non deve pagarlo.
Se il canone è solo una delle voci che non riesci più a pagare, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Novanta euro all’anno non sono un debito grave. Lo diventano quando si sommano a bollette, rate e cartelle che non si reggono più.
Come si paga il canone e perché sta in bolletta
Dal 2016 il canone si paga con la bolletta della luce: chi ha un contratto di energia elettrica per la casa in cui risiede si presume che abbia anche un televisore, e il canone viene addebitato in dieci rate mensili, da gennaio a ottobre. L’importo è di 90 euro l’anno, cioè 9 euro al mese; solo nel 2024 era sceso a 70. Lo spiega l’Agenzia delle Entrate, e la regola delle dieci rate sta nell’articolo 3 del decreto del 1938 che disciplina il canone.
Il fornitore di energia incassa le rate e le gira allo Stato. Ma il canone non è una voce della luce: è un’imposta, e per questo chi la recupera, se non viene pagata, non è il fornitore ma il Fisco.
| Situazione | Cosa succede |
|---|---|
| Non paghi la bolletta con dentro il canone | Solleciti dal fornitore; la luce non viene staccata per il canone; dopo l’anno successivo il recupero passa all’Agenzia delle Entrate |
| Paghi la bolletta solo in parte | La somma va prima a coprire la luce; il canone resta scoperto |
| Il canone non compare in bolletta | Devi pagarlo tu con il modello F24, altrimenti l’Agenzia lo recupera con sanzioni e interessi |
| Hai più di 75 anni con reddito familiare fino a 8.000 euro, o non hai nessun televisore | Non devi pagarlo, ma serve la dichiarazione all’Agenzia delle Entrate |
Cosa succede se non paghi la bolletta con il canone
Il decreto che regola l’addebito dice tre cose precise, all’articolo 4. La prima: se non paghi la bolletta, in tutto o in parte, il fornitore ti manda i solleciti con i modi di sempre, anche per la quota di canone. La seconda: se entro l’anno solare successivo il canone resta non pagato, le azioni di recupero passano all’Agenzia delle Entrate, insieme a sanzioni e interessi. La terza: in nessun caso il mancato pagamento del canone comporta il distacco della luce.
Attenzione a un dettaglio: se paghi solo una parte della bolletta senza specificare nulla, la somma viene imputata prima alla fornitura elettrica. Quindi il canone è la voce che resta scoperta per prima.

Il fornitore sollecita, ma non riscuote il canone. Dopo un anno passa tutto all’Agenzia delle Entrate, che aggiunge sanzione e interessi.
Quanto costa il canone arretrato
Quando il recupero passa all’Agenzia delle Entrate, al canone si aggiunge la sanzione prevista per i versamenti omessi: il 25% dell’importo non versato, secondo l’articolo 13 del decreto legislativo 471 del 1997, ridotta alla metà se il ritardo non supera i 90 giorni. Si aggiungono gli interessi. Su 90 euro di canone la sanzione piena è di 22,50 euro.
Se non paghi nemmeno dopo la richiesta dell’Agenzia, la somma viene iscritta a ruolo e arriva la cartella esattoriale, con le spese e gli interessi di mora. Da lì vale il percorso di ogni cartella: 60 giorni per pagare, poi la Riscossione può agire. Per 90 euro da soli non si arriva a un fermo o a un pignoramento, ma le cartelle si sommano: il canone di tre anni, due bolli e qualche multa fanno un debito con la Riscossione che pesa. Gli importi arretrati, dicono le risposte dell’Agenzia, non tornano in bolletta: si pagano con il modello F24.
Il canone si prescrive in dieci anni, il termine ordinario dell’articolo 2946 del codice civile, e ogni atto notificato fa ripartire il conto.
Se il canone non compare in bolletta
Succede quando cambi fornitore, quando il contratto della luce non è intestato a te o non è per la residenza, o per un errore. Il canone è dovuto lo stesso: l’Agenzia delle Entrate dice di verificare con il fornitore se viene addebitato nella bolletta successiva e, in caso contrario, di pagarlo con il modello F24. Lo stesso vale per chi non ha nessun contratto di energia elettrica intestato in famiglia: paga con l’F24 entro il 31 gennaio. Chi aspetta che «arrivi in bolletta» e non lo paga si ritrova il recupero dell’Agenzia con sanzione e interessi.

Il canone non pagato non sparisce con il cambio di fornitore. Resta dovuto e, prima o poi, lo chiede il Fisco.
Chi non deve pagare il canone
Due casi. Chi ha compiuto 75 anni e ha un reddito familiare non superiore a 8.000 euro l’anno è esente, con una dichiarazione all’Agenzia delle Entrate. Chi non ha nessun televisore in nessuna delle case in cui ha un contratto della luce può presentare la dichiarazione di non detenzione: se la presenta fra il 1° luglio e il 31 gennaio vale per tutto l’anno successivo, se la presenta fra il 1° febbraio e il 30 giugno vale per il secondo semestre. Le regole e i termini sono nelle risposte dell’Agenzia e nella scheda sulla dichiarazione.
La dichiarazione va ripetuta ogni anno, altrimenti il canone torna in bolletta. E una dichiarazione falsa, per esempio dire di non avere il televisore quando c’è, espone a responsabilità anche penale: lo ricorda la stessa Agenzia. Chi ha pagato senza doverlo può chiedere il rimborso.
Quando il canone è il segno di qualcosa di più grande
Chi non paga il canone di solito non ha scelto di non pagarlo: non è riuscito a pagare la bolletta intera. E una bolletta indietro raramente è sola. Quando si sommano luce, gas, rate, cartelle e la spesa di tutti i giorni, la legge chiama questa situazione sovraindebitamento, cioè non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti, come dice l’articolo 2 del Codice della crisi. Nelle procedure del Codice si guardano tutti i debiti insieme, canone e cartelle comprese. Ne parliamo nella guida su cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.
Per le cartelle già arrivate la legge prevede la rateizzazione con la Riscossione, che divide il pagamento nel tempo. Quanto hai in carico alla Riscossione risulta dalla situazione debitoria. Sono strumenti che dividono il debito nel tempo: l’importo da pagare resta lo stesso.

Le bollette si pagano con i soldi di tutti i giorni. Se per pagarle devi rimandare una rata, il problema è il bilancio di casa, non la singola bolletta.
Cosa può fare Michela nel tuo caso
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.
Domande frequenti
Se non pago il canone RAI mi staccano la luce?
No. Il decreto che regola l’addebito lo esclude in ogni caso. Il fornitore può staccare la luce per le bollette non pagate, non per il canone.
Chi mi chiede il canone se non lo pago?
Prima il fornitore, con i solleciti. Se entro l’anno successivo resta non pagato, l’Agenzia delle Entrate, con sanzione del 25% e interessi, e poi con la cartella.
Il canone non è in bolletta: devo pagarlo lo stesso?
Sì, con il modello F24, se hai un televisore e nessuno in famiglia lo paga già su un’altra utenza. Non aspettare che compaia: l’Agenzia lo recupera comunque.
Dopo quanto tempo il canone va in prescrizione?
Dieci anni, il termine ordinario. Ogni atto notificato, come una richiesta dell’Agenzia o una cartella, fa ripartire il conto.
Il colloquio con Michela ferma i solleciti o la cartella?
No. Le scadenze dei solleciti e della cartella restano. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.
Parliamone prima che arrivi la cartella
Se il canone è solo una parte dei debiti che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

Una bolletta indietro raramente è sola. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita e non ti impegna. Ogni costo successivo ti viene spiegato voce per voce, prima di qualsiasi scelta.