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L’«accordo di ristrutturazione dei debiti», nel senso della legge, è uno strumento per le imprese: un accordo con i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti, omologato dal tribunale. Se sei una persona con debiti privati, un professionista o un piccolo imprenditore, non è la tua strada. Per te la legge prevede il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore e il concordato minore, e resta sempre possibile un accordo privato con un singolo creditore. Capire quale strumento ti riguarda evita di perdere tempo dietro a procedure che non puoi usare.
Se i debiti hanno superato quello che riesci a pagare e cerchi un modo per ristrutturarli, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

«Ristrutturare» vuol dire ridefinire i debiti con chi te li chiede. Gli strumenti cambiano a seconda di chi sei.
Cos’è l’accordo di ristrutturazione dei debiti
Il Codice della crisi lo prevede per l’imprenditore in crisi o insolvenza, diverso dall’imprenditore minore. L’accordo si conclude con i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti ed è soggetto all’omologazione del tribunale. Lo stabilisce l’articolo 57. I creditori che non aderiscono devono essere pagati per intero entro 120 giorni.
La percentuale può scendere alla metà se l’impresa non chiede una moratoria per i creditori estranei e rinuncia alle misure protettive, secondo l’articolo 60. In alcuni casi gli effetti dell’accordo possono estendersi anche ai creditori della stessa categoria che non hanno aderito, come prevede l’articolo 61. Una scheda del Tribunale di Caltanissetta riassume lo strumento.
È una procedura pensata per aziende con bilanci, banche e fornitori. Non è accessibile a una famiglia, e nemmeno a una piccola attività sotto le soglie dell’impresa minore.
Cosa vale invece per famiglie e piccole attività
Per chi rientra nel sovraindebitamento, definito dall’articolo 2 del Codice, gli strumenti sono altri. Il consumatore, cioè chi ha debiti per esigenze private, può proporre un piano di ristrutturazione dei debiti con l’aiuto di un organismo indipendente, l’OCC, secondo l’articolo 67. Professionisti e piccole imprese hanno il concordato minore dell’articolo 74. Chi ha beni da mettere a disposizione può valutare la liquidazione controllata dell’articolo 268.
| Strumento | Per chi è |
|---|---|
| Accordo di ristrutturazione dei debiti (articolo 57) | Imprese sopra le soglie dell’impresa minore |
| Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore (articolo 67) | Persone con debiti privati e un reddito |
| Concordato minore (articolo 74) | Professionisti e piccole imprese con l’attività ancora aperta |
| Accordo privato con un singolo creditore | Chiunque, ma vincola solo chi lo firma |
Le soglie dell’impresa minore sono nell’articolo 2, e prevedono attivo fino a 300.000 euro, ricavi fino a 200.000, debiti fino a 500.000. Sotto queste cifre si parla di sovraindebitamento, non di accordi di ristrutturazione.

Il nome della procedura conta meno dei tuoi numeri. Sono i numeri a dire quale strada è aperta.
«Ristrutturare il debito» con la banca: gli accordi privati
Molte persone cercano «ristrutturazione del debito» pensando a un’altra cosa: trattare con la banca o la finanziaria per allungare un prestito, abbassare la rata, chiudere con un pagamento ridotto. Sono accordi privati: non hanno bisogno di una legge, ma valgono solo con chi li firma.
Hanno vantaggi e limiti. Sono veloci e riservati. Ma non fermano gli altri creditori, non hanno la protezione del giudice e, se le rate nuove non reggono, riportano al punto di partenza con più interessi. Se l’accordo passa da un nuovo prestito per chiudere i vecchi, vale la pena fare bene i conti: cambia la forma del debito, non la sostanza.
Con un solo creditore e un debito sostenibile un accordo privato può bastare. Ma divide o riduce quel singolo debito, non risolve l’insieme dei debiti quando non riesci più a pagare: con più creditori, di solito serve una procedura che li vincoli tutti.
Come funziona la ristrutturazione nelle procedure del Codice
Nel piano del consumatore e nel concordato minore la logica è la stessa dell’accordo delle imprese, adattata a persone e piccole attività. Si parte da una fotografia completa: debiti, entrate, spese di famiglia, beni. Si costruisce una proposta sostenibile, con pagamenti anche parziali. L’OCC verifica e riferisce al giudice. Il giudice omologa, e da quel momento la proposta vale per tutti i creditori, anche per chi non era d’accordo.
Il vantaggio rispetto agli accordi privati è proprio questo: un’unica proposta, una protezione dai pignoramenti che il giudice può concedere, e alla fine la liberazione dai debiti rimasti, nei limiti previsti. Il prezzo è un percorso con requisiti, documenti e tempi.

Un accordo privato si firma in una settimana. Una procedura richiede mesi, ma vincola tutti.
Quale strada conviene
Non c’è una risposta uguale per tutti. Un solo debito con una banca, e un reddito che regge una rata più bassa: spesso basta un accordo privato. Più debiti, rate che si sommano oltre quello che entra, magari un pignoramento già in corso: è il terreno delle procedure del Codice.
Il rischio da evitare è inseguire lo strumento sbagliato. Chi cerca un accordo di ristrutturazione senza essere un’impresa perde tempo; chi accetta un piano di rientro privato con rate che non reggono perde soldi. Per questo la valutazione va fatta prima, con tutti i numeri.
Se il peso maggiore sono le cartelle, i debiti fiscali possono rientrare nelle procedure alle condizioni previste: ne parliamo nell’articolo su cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla. Se vuoi approfondire, leggi sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.

Ogni proposta parte da quanto serve per vivere. È la base di tutte le ristrutturazioni serie.
Domande frequenti
Una famiglia può fare un accordo di ristrutturazione dei debiti?
Non quello dell’articolo 57, che è per le imprese. Una famiglia può proporre il piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore, che ha lo stesso obiettivo con regole adatte alle persone.
Ho una piccola ditta: quale strumento vale per me?
Se sei sotto le soglie dell’impresa minore, il concordato minore. Sopra quelle soglie si entra negli strumenti per le imprese, tra cui l’accordo di ristrutturazione.
Posso trattare da solo con la banca?
La legge non lo vieta, ma un accordo privato vincola solo chi lo firma e non ferma gli altri creditori. Può dividere o ridurre quel debito, non risolve l’insieme dei debiti quando non riesci più a pagare.
La ristrutturazione riduce anche i debiti fiscali?
Nelle procedure del Codice i debiti fiscali possono essere inclusi, alle condizioni previste, e in alcuni casi il giudice può omologare anche senza l’adesione del Fisco.
Il colloquio con Michela ferma i creditori?
No. Le protezioni arrivano solo con i provvedimenti del giudice dentro una procedura. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.
Chiedi la prima consulenza gratuita
Se hai cercato «accordo di ristrutturazione» perché i debiti hanno superato quello che riesci a pagare, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

Lo strumento giusto si sceglie con i numeri davanti. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.