Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
Se non paghi i contributi INPS, arriva un avviso di addebito: hai 60 giorni per pagare, poi il debito passa all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, che può agire come per una cartella. Le rate esistono, in fase amministrativa con l’INPS o con la Riscossione; i contributi si prescrivono di regola in cinque anni; e con la morte passano agli eredi solo se accettano l’eredità. Sono regole precise, e i tempi sono brevi.
Se hai ricevuto un avviso di addebito, o sai di avere contributi arretrati, e non riesci a pagarli insieme agli altri debiti, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

I contributi arretrati hanno una data. Per ciascun periodo contano prescrizione, avvisi e pagamenti fatti.
L’avviso di addebito: cos’è e quanto tempo hai
L’INPS non usa la cartella. Quando accerta contributi non versati, notifica un avviso di addebito, via PEC, raccomandata, messi comunali o polizia municipale. È già un titolo esecutivo. Il pagamento va fatto entro 60 giorni dalla notifica, con il bollettino allegato. Lo spiega l’INPS.
Nello stesso momento l’avviso viene consegnato all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Passati i 60 giorni senza pagamento, la Riscossione procede al recupero forzato, con gli stessi strumenti previsti per le cartelle: pignoramenti, fermi, ipoteche. Per gli avvisi emessi dal 2022 non ci sono più oneri di riscossione a tuo carico: restano solo spese esecutive e di notifica.
Entro 40 giorni dalla notifica la legge prevede il ricorso al giudice del lavoro, che può sospendere l’esecuzione. I 40 giorni non si recuperano.
Le rate: con l’INPS o con la Riscossione
Le rate esistono, ma cambiano a seconda del momento. Prima dell’avviso di addebito, l’INPS permette la rateazione in fase amministrativa dei debiti contributivi a tutti i contribuenti e ai datori di lavoro domestico, come indica la sua pagina sui debiti contributivi. In alcune situazioni è prevista anche la riduzione delle sanzioni civili.
Dopo l’avviso, la richiesta di rateazione va all’Agente della riscossione, con le regole delle cartelle: nel 2025 e 2026 fino a 84 rate mensili su semplice richiesta per importi fino a 120.000 euro, secondo l’articolo 19 del DPR 602/1973. Anche qui vale la regola delle otto rate non pagate: dopo la decadenza, quelle somme non si possono più rateizzare.
| Momento | Cosa puoi chiedere |
|---|---|
| Prima dell’avviso di addebito | Rateazione in fase amministrativa con l’INPS |
| Entro 60 giorni dall’avviso | Pagamento, oppure rateazione alla Riscossione |
| Entro 40 giorni dall’avviso | Ricorso al giudice del lavoro, se ci sono motivi |
| Dopo i 60 giorni | Rateazione alla Riscossione, prima che partano le procedure |
I contributi INPS sono rientrati anche nell’ultima rottamazione, la quinquies, per i carichi non derivanti da accertamento. Le domande si sono però chiuse il 30 aprile 2026, come ricorda l’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Rate e rottamazione dividono o riducono il singolo debito, ma non risolvono l’insieme dei debiti quando non si riesce più a pagare.

Sessanta giorni per pagare, quaranta per il ricorso. Con l’INPS i termini sono più corti di quelli delle cartelle.
Quando i contributi si prescrivono
I contributi previdenziali si prescrivono in cinque anni. Lo stabilisce l’articolo 3, comma 9, della legge 335/1995: per le gestioni pensionistiche il termine è di cinque anni dal 1996, e sale a dieci solo se c’è stata una denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti; per le altre contribuzioni è di cinque anni.
La prescrizione non è automatica: va verificata per ogni periodo, tenendo conto degli atti che l’hanno interrotta, come un avviso notificato. E un contributo prescritto non può più essere versato: la legge lo vieta espressamente.
Cosa passa agli eredi
I contributi dovuti da chi muore sono debiti come gli altri: passano nell’eredità. Chi accetta l’eredità ne risponde; chi rinuncia, con la dichiarazione formale, no. Le sanzioni civili e gli interessi seguono regole proprie che vanno verificate caso per caso.
Se hai perso un familiare che aveva contributi arretrati, non pagare e non firmare nulla prima di aver capito se accettare l’eredità conviene. È una scelta da fare con i numeri davanti.

Contributi, sanzioni e interessi sono voci diverse. Su ognuna la legge dà una regola, e non sempre la stessa.
Quando i debiti INPS sono solo una parte del problema
Chi ha contributi arretrati spesso ha anche cartelle, fornitori, banche. Se non riesci più a pagare regolarmente i tuoi debiti, la legge parla di sovraindebitamento, definito dall’articolo 2 del Codice della crisi. I debiti contributivi possono rientrare nel piano di ristrutturazione del consumatore dell’articolo 67, nel concordato minore dell’articolo 74 per chi ha o aveva un’attività, o nella liquidazione controllata dell’articolo 268.
Ne parliamo nell’articolo su cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate, che vale anche per i contributi passati alla Riscossione. Se i debiti vengono da una ditta individuale, leggi come affrontare i debiti della ditta individuale.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.

I contributi arretrati arrivano quando l’attività è già in difficoltà.
Domande frequenti
Ho ricevuto un avviso di addebito: quanto tempo ho?
Sessanta giorni per pagare e quaranta per un eventuale ricorso al giudice del lavoro. Dopo i sessanta giorni la Riscossione può iniziare il recupero forzato.
Posso pagare i contributi INPS a rate?
Sì. Prima dell’avviso con l’INPS, in fase amministrativa; dopo, con l’Agente della riscossione, con le regole delle cartelle. Le rate devono però reggere: se il piano decade, quelle somme non si rateizzano più.
Dopo quanti anni i contributi si prescrivono?
Di regola in cinque anni, salvo denuncia del lavoratore. La prescrizione va verificata periodo per periodo, e un contributo prescritto non può più essere versato.
I debiti INPS di mio padre passano a me?
Solo se accetti l’eredità. Con la rinuncia formale non erediti né beni né debiti. Prima di decidere, vanno fatti i conti.
Il colloquio con Michela ferma l’avviso di addebito?
No. I termini di 60 e 40 giorni continuano a correre. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.
Parliamone entro i 60 giorni
Se l’avviso di addebito è solo una parte dei debiti che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

I contributi arretrati sono raramente l’unico debito. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.