Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
Il decreto ingiuntivo è un ordine del giudice che ti chiede di pagare una somma a un creditore, di solito entro 40 giorni dalla notifica. In quei 40 giorni puoi pagare oppure fare opposizione. Se non fai nulla, il decreto diventa definitivo e il creditore può passare al pignoramento. Il tempo è poco e la scelta va fatta con i documenti in mano.
Se hai ricevuto un decreto ingiuntivo e non sai come muoverti, con Michela e il team Legge3 lo leggiamo insieme e capiamo cosa conviene fare prima che scadano i termini.

I 40 giorni partono dalla notifica. Non dal giorno in cui decidi di occupartene.
Che cos’è un decreto ingiuntivo
È il modo più rapido che la legge dà a un creditore per ottenere un ordine di pagamento. Chi ha una prova scritta del proprio credito può chiedere al giudice di ingiungerti di pagare, come prevede l’articolo 633 del codice di procedura civile. Lo usano spesso banche, finanziarie, fornitori e condomìni.
Il giudice decide sui documenti del creditore, senza sentirti prima. Per questo molte persone scoprono il problema solo quando arriva l’atto.
Non è una condanna penale. È un atto civile: riguarda il pagamento di una somma.
I 40 giorni e cosa c’è scritto nell’atto
Nel decreto il giudice ti ordina di pagare entro un termine, che di regola è di 40 giorni. Ti avverte anche che nello stesso termine puoi fare opposizione e che, se non la fai, si procederà con l’esecuzione forzata. È la regola dell’articolo 641.
Insieme alla somma principale trovi le spese e i compensi liquidati dal giudice, che si aggiungono al debito.
In alcuni casi il decreto è provvisoriamente esecutivo: vuol dire che il creditore può agire subito, senza aspettare i 40 giorni. Succede, per esempio, quando il credito nasce da un assegno o da una cambiale, o quando c’è un documento firmato da te che lo prova, secondo l’articolo 642. Va letto con attenzione, perché cambia i tempi.

La prima cosa da cercare nell’atto è una parola: esecutivo. Se c’è, il creditore non deve aspettare.
Le strade nei 40 giorni
| Cosa succede nei 40 giorni | Conseguenza |
|---|---|
| Paghi la somma con le spese | Il debito si chiude |
| Fai opposizione | Inizia una causa davanti allo stesso ufficio giudiziario |
| Non fai nulla | Il decreto diventa definitivo ed esecutivo |
| Cerchi un accordo con il creditore | È possibile solo se il creditore accetta, e i 40 giorni continuano a correre |
L’opposizione è una causa vera e propria, regolata dall’articolo 645. Ha senso quando ci sono motivi: il debito non esiste, è già stato pagato, l’importo è sbagliato, mancano i presupposti. Farla solo per prendere tempo espone ad altre spese.
Sul pagamento a rate va detta una cosa chiara. La legge non dà il diritto di pagare a rate un decreto ingiuntivo: una dilazione esiste solo se il creditore è d’accordo. Chi tratta con il creditore deve tenere d’occhio il calendario, perché la trattativa non ferma i termini.
Cosa succede se non fai nulla
Se entro il termine non paghi e non fai opposizione, il creditore chiede al giudice di dichiarare esecutivo il decreto. Da quel momento, di regola, l’opposizione non si può più fare: lo stabilisce l’articolo 647.
Il passo successivo è l’atto di precetto: un’ultima intimazione a pagare entro un termine non inferiore a dieci giorni, prevista dall’articolo 480. Poi il creditore può iniziare il pignoramento, per esempio dello stipendio o del conto. Ne parliamo negli articoli sul pignoramento dello stipendio e sul pignoramento del conto corrente.

Ignorare l’atto non lo fa sparire. Lo trasforma in un titolo con cui il creditore può pignorare.
Se il problema è più grande di un decreto
Spesso il decreto ingiuntivo arriva quando i debiti sono già tanti: più finanziamenti, una carta, qualche cartella. Pagare questo creditore vorrebbe dire lasciare indietro gli altri, o le spese di casa.
In questi casi la legge parla di sovraindebitamento: vuol dire non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti, come lo definisce l’articolo 2 del Codice della crisi. Per queste situazioni il Codice prevede procedure in cui il giudice guarda tutti i debiti insieme e può sospendere le azioni dei creditori, alle condizioni dell’articolo 70. Ne parliamo nell’articolo su come il sovraindebitamento può bloccare un pignoramento.

Un decreto chiede una somma, la vita ne chiede altre ogni mese. Per decidere bisogna guardare tutto insieme.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Puoi parlarle appena ricevi il decreto, anche se non hai capito tutto quello che c’è scritto.
Nel primo colloquio guardiamo l’atto: chi è il creditore, quando è stato notificato, se è provvisoriamente esecutivo, quanto tempo resta. Poi, con gli avvocati del team, verifichiamo se ci sono motivi per l’opposizione e, soprattutto, qual è la strada sostenibile per l’insieme dei tuoi debiti.
Michela non è un avvocato e non decide al posto del giudice. Ti aiuta a capire in tempo cosa hai davanti e a parlarne con i professionisti giusti del team.
Domande frequenti
Cosa succede se non pago un decreto ingiuntivo?
Se non paghi e non fai opposizione nel termine, il decreto diventa esecutivo. Il creditore può notificarti il precetto e poi procedere con il pignoramento.
Quanto tempo ho per fare opposizione?
Di regola 40 giorni dalla notifica. Il giudice può ridurre o aumentare il termine: quello che vale per te è scritto nell’atto.
Si può pagare a rate un decreto ingiuntivo?
Solo se il creditore è d’accordo. La legge non prevede un diritto alla rateizzazione, e una trattativa non sospende i termini.
Il decreto ingiuntivo ha conseguenze penali?
No. È un atto civile che riguarda il pagamento di una somma. Le conseguenze sono sul patrimonio: pignoramento di stipendio, conto o beni.
Il colloquio con Michela ferma i 40 giorni?
No. I termini continuano a correre. Il colloquio serve a decidere in tempo cosa fare.
Parliamone prima che scadano i termini
Se hai un decreto ingiuntivo sul tavolo, raccontaci quando ti è arrivato e chi è il creditore. Da lì capiamo insieme quanto tempo c’è e cosa conviene fare.

Un atto del giudice si affronta meglio in due. Michela e il team Legge3 ti aiutano a leggerlo e a scegliere la strada.
Il primo colloquio è gratuito. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.