Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
Una procedura di sovraindebitamento può permettere di fermare un pignoramento, ma non basta chiedere aiuto o presentare una domanda perché tutto si blocchi. Servono le condizioni e i provvedimenti previsti per il percorso scelto. Con Michela e il team Legge3 puoi capire quali possibilità far valutare e quanto è urgente intervenire.
Se hai ricevuto un atto, hai lo stipendio già trattenuto o temi per il conto, il primo problema è concreto: capire che cosa sta succedendo e quali scadenze ci sono. Non occorre conoscere i nomi delle procedure per parlarne con noi. Quanto possono trattenere lo spieghiamo nelle guide sul pignoramento dello stipendio e sul pignoramento della pensione.

Se una scadenza è vicina, diccelo subito. Il tempo che resta può cambiare le possibilità da valutare con i professionisti.
Da quando può scattare la protezione?
Dipende dalla procedura. Il Codice della crisi distingue il piano del consumatore, il concordato minore e la liquidazione controllata. Le protezioni non partono tutte nello stesso modo e non hanno gli stessi effetti.
La distinzione più utile è questa: la richiesta di un colloquio non è una sospensione del pignoramento. Anche l’incarico ai professionisti e la preparazione dei documenti sono passaggi diversi dal provvedimento che può incidere sull’esecuzione.
Nel piano del consumatore e nel concordato minore la legge prevede una richiesta del debitore e un intervento del giudice. Nella liquidazione controllata il divieto delle azioni individuali sui beni compresi nella procedura deriva dall’apertura, nei limiti previsti dalla legge. Articolo 70, articolo 78 e articolo 270.
Come funziona nel piano del consumatore?
Il piano del consumatore è rivolto a chi rientra nei requisiti di questa procedura. Permette di proporre come affrontare i debiti, indicando tempi e modalità di pagamento. La proposta va costruita sulla situazione reale e viene esaminata dal giudice. Ristrutturazione dei debiti del consumatore.
Con il decreto che apre il procedimento, su richiesta del debitore, il giudice può sospendere le esecuzioni che potrebbero compromettere la riuscita del piano. Può anche vietare nuove azioni esecutive e cautelari sul patrimonio e adottare altre misure per conservarlo fino alla conclusione del procedimento. Articolo 70, comma 4.
In parole semplici, i professionisti devono collegare la richiesta di protezione a una proposta concreta per affrontare i debiti. Non è una formula da inviare alla banca per ottenere una pausa automatica.

Il pignoramento va letto insieme al resto dei debiti. La richiesta di protezione deve inserirsi in un percorso che abbia le condizioni per essere esaminato.
Le misure possono essere revocate nei casi previsti dalla legge. Se il piano non viene approvato, il giudice dichiara inefficaci quelle accordate. Per questo una sospensione non equivale alla soluzione definitiva del problema. Articolo 70, commi 5 e 10.
Che cosa cambia per chi ha debiti dell’attività?
Quando i debiti derivano da un’attività imprenditoriale o professionale, può essere necessario valutare un percorso diverso da quello del consumatore. Conta l’origine dei debiti, insieme agli altri requisiti: avere una partita IVA non basta, da solo, a scegliere la procedura.
Nel concordato minore, con il decreto di apertura e su richiesta del debitore, il giudice dispone il divieto di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio o sui beni e diritti usati nell’attività. La norma collega questa protezione al periodo che arriva fino a quando il provvedimento di approvazione diventa definitivo. Articolo 78, comma 2, lettera d.
La possibilità va quindi verificata all’interno di una domanda ammissibile, non come rimedio isolato contro una singola trattenuta. Se il tuo problema nasce dal lavoro autonomo, trovi un primo orientamento nella guida sul sovraindebitamento della ditta individuale.
E nella liquidazione controllata?
La liquidazione controllata segue un’altra logica: il patrimonio compreso nella procedura viene destinato alla soddisfazione dei creditori secondo le regole di legge. Alcune somme e alcuni beni sono esclusi. Il giudice stabilisce, per esempio, quanto delle entrate deve restare per il mantenimento tuo e della famiglia. Articolo 268.
Dall’apertura opera il divieto delle azioni esecutive e cautelari individuali sui beni compresi nella procedura, salvo le diverse disposizioni di legge. Il collegamento deriva dall’articolo 270, che richiama l’articolo 150. Apertura della liquidazione controllata e divieto delle azioni individuali.
Questo non significa che i beni vengano messi al sicuro dalla liquidazione. Fermare la singola azione di un creditore e conservare un bene sono due risultati diversi. Può esserci una vendita nell’ambito della procedura comune.

Vanno guardati anche gli effetti sulla vita di ogni giorno. Una scelta sui debiti richiede chiarezza su reddito disponibile, beni coinvolti e spese necessarie.
Vale per stipendio, conto corrente e casa?
Sono situazioni che i professionisti possono esaminare, ma non è corretto promettere lo stesso risultato per tutte. Bisogna capire chi è il creditore, su cosa sta agendo e a quale punto è arrivata l’esecuzione.
| Situazione da esaminare | Che cosa cambia nella valutazione |
|---|---|
| Stipendio o pensione con trattenute | Conta l’atto da cui derivano e lo stato della procedura. |
| Conto corrente interessato dal pignoramento | Vanno ricostruiti i vincoli e gli eventuali provvedimenti già emessi. |
| Casa con un’asta fissata | La data e gli atti già compiuti sono decisivi per valutare le possibilità. |
| Più creditori che agiscono insieme | Serve una lettura complessiva delle azioni e dei debiti. |
Un esempio illustrativo: una lettera che annuncia un’iniziativa e un pignoramento con provvedimenti già emessi non sono la stessa situazione. Dire soltanto «mi stanno prendendo i soldi» non permette di capire quali effetti si possano ancora chiedere.
Per la casa, in particolare, il percorso non garantisce che l’immobile venga conservato. Nell’approfondimento su sovraindebitamento e casa spieghiamo come si distinguono le possibilità sul mutuo dalle regole della liquidazione.
Se i soldi sono già stati trattenuti, si recuperano?
Non si può prometterlo senza esaminare gli atti. Un vincolo sul conto, una somma accantonata e un importo già versato al creditore possono richiedere valutazioni diverse. Il semplice avvio del confronto con noi non produce una restituzione.
È utile anche capire se la trattenuta nasce da un pignoramento o da una cessione del quinto, cioè un finanziamento rimborsato con una quota dello stipendio o della pensione. Sono strumenti diversi. L’articolo 67 prevede la possibilità di ristrutturare anche debiti da cessione del quinto nel piano del consumatore, con le condizioni della procedura. Articolo 67, comma 3.

Prima di parlare di quanto può restare ogni mese, bisogna capire da dove nasce la trattenuta. Nomi simili possono nascondere situazioni diverse.
Come possiamo aiutarti se un pignoramento è già iniziato
Nel primo colloquio con Michela partiamo da ciò che ti preoccupa adesso. Puoi raccontarci quali somme non riesci più a pagare, se ci sono trattenute e se hai ricevuto lettere con date vicine. Se hai già gli atti, li esaminiamo nel percorso; non serve aver ricostruito ogni dettaglio prima di contattarci.
Con il team Legge3 valutiamo il quadro dei debiti e le strade da approfondire. I professionisti verificano poi se ci sono i requisiti e quali richieste possono essere presentate. Ti spieghiamo anche cosa comporterebbe il percorso per il reddito e per i beni.
L’OCC, l’Organismo di composizione della crisi, svolge i compiti indipendenti previsti dalla legge. Nel piano del consumatore prepara la relazione a corredo della domanda. Il giudice decide sulle misure e sulla proposta: il nostro affiancamento non sostituisce queste decisioni. Ruolo dell’OCC.

Raccontaci il problema e le scadenze che conosci. Ti aiutiamo a capire quali aspetti richiedono attenzione, senza promettere blocchi automatici.
Il primo colloquio è gratuito. L’eventuale incarico e la procedura possono avere costi, da chiarire prima di proseguire. Puoi conoscere meglio Michela e il suo ruolo nel team Legge3.
Domande frequenti
Il pignoramento si ferma appena vi contatto?
No. Il colloquio serve a capire la situazione. Gli effetti sul pignoramento dipendono dalla procedura, dalle richieste presentate e dai provvedimenti previsti dalla legge.
Basta depositare la domanda in tribunale?
Non va considerato un blocco automatico valido per tutte le procedure. Nel piano del consumatore e nel concordato minore occorrono la richiesta e il provvedimento del giudice; nella liquidazione controllata conta l’apertura della procedura nei limiti descritti.
Potete garantirmi che la prossima trattenuta non ci sarà?
Non prima di aver esaminato gli atti, i tempi e le possibilità effettive. Anche quando una misura viene concessa, occorre verificare il suo contenuto e gli adempimenti necessari perché produca gli effetti previsti.
Se il creditore è l’Agenzia delle Entrate-Riscossione cambia qualcosa?
Vanno considerate anche le regole della riscossione e la natura dei debiti. Non basta sapere il nome del creditore: i professionisti devono esaminare l’atto ricevuto e il percorso possibile. La guida sui debiti con l’Agenzia delle Entrate affronta il quadro più ampio.
È troppo tardi se c’è già un’asta?
Non si può rispondere senza conoscere la data e lo stato dell’esecuzione. Comunica subito questa circostanza nel colloquio: possiamo far valutare le possibilità rimaste, senza garantire che ci sia il tempo o che l’asta venga sospesa.
Parliamone prima di perdere altro tempo
Se il pignoramento ti lascia senza capire come affrontare il resto delle spese, puoi partire da un confronto. Michela e il team Legge3 ti aiutano a leggere il problema e a capire quali possibilità sono realmente da approfondire.
Richiedi il primo colloquio gratuito dal modulo qui sotto, indicando se ci sono scadenze vicine.