Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
Il pignoramento dello stipendio può ridurre i soldi che ricevi ogni mese, ma ci sono limiti di legge. Per capire quanto possono trattenere bisogna distinguere chi chiede il pagamento e se il pignoramento riguarda la busta paga o il conto. Michela Radicchi e il team Legge3 possono aiutarti a esaminare gli atti e la situazione dei tuoi debiti, partendo da un colloquio gratuito.

La trattenuta pesa sulle spese di tutti i giorni. Per capire come affrontarla, partiamo anche da ciò che deve bastarti per vivere.
Che cosa significa pignorare lo stipendio
Il pignoramento presso terzi coinvolge una persona o un soggetto che deve versarti del denaro. Nel caso dello stipendio, è il datore di lavoro. Una parte delle somme viene destinata al pagamento del debito. La spiegazione dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Per te il risultato concreto è una busta paga più leggera, mentre affitto, spesa e bollette restano. La prima cosa da chiarire con noi è che cosa hai ricevuto: una richiesta di pagamento, un atto di pignoramento e una trattenuta già iniziata descrivono momenti diversi.
Non serve che tu sappia dare il nome giusto a ogni documento. Puoi raccontare a Michela che cosa è cambiato e da quando.
Quanto possono trattenere: i limiti principali
Per un credito ordinario, come un prestito non pagato, il riferimento generale è un quinto dello stipendio. I crediti alimentari seguono regole diverse, con la misura autorizzata dal giudice. Il concorso di cause diverse richiede un esame specifico: non basta contare quante persone chiedono soldi. Articolo 545 del Codice di procedura civile.
Quando procede l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per lo stipendio valgono invece le fasce riportate qui sotto. Le regole della riscossione.
| Situazione | Limite di riferimento |
|---|---|
| Credito ordinario sullo stipendio | In generale un quinto |
| Riscossione: importo fino a 2.500 euro | Un decimo |
| Riscossione: oltre 2.500 e fino a 5.000 euro | Un settimo |
| Riscossione: oltre 5.000 euro | Un quinto |
Questa tabella serve a capire perché due persone possono avere trattenute diverse. Non sostituisce la verifica della tua busta paga, dell’atto e delle somme a cui applicare il limite.
Anche una trattenuta prevista dalla legge può lasciarti in difficoltà con le altre rate. Per questo l’importo mensile è soltanto una parte del problema.

Quanto esce e quanto resta. Guardiamo insieme la trattenuta, gli altri debiti e le spese necessarie della famiglia.
Se lo stipendio è già sul conto corrente
Il denaro sul conto richiede un controllo diverso. Per gli accrediti anteriori al pignoramento, l’articolo 545 protegge una somma pari al triplo dell’assegno sociale. Agli accrediti del giorno del pignoramento o successivi si applicano i limiti previsti dalla legge per quelle somme. Il testo della norma.
Per la riscossione, l’Agenzia precisa inoltre che l’ultimo stipendio accreditato resta escluso dal pignoramento del conto. La precisazione ufficiale.
Ecco perché non possiamo valutare tutto guardando soltanto il saldo che compare nell’app della banca. Servono la provenienza del denaro e le date degli accrediti, oltre all’atto ricevuto.
Se hai notato un blocco sul conto e una trattenuta in busta paga, raccontaci entrambi. Saranno i professionisti incaricati a valutare come si collegano.
Uno stipendio basso è sempre protetto?
Non esiste per lo stipendio la stessa soglia di protezione prevista per la pensione. Sono due regole diverse. Non sarebbe corretto dirti che una busta paga bassa è sempre al riparo. La distinzione nell’articolo 545. Le regole della pensione le trovi nella guida sul pignoramento della pensione.
Questo non rende meno importante il fatto che i soldi non ti bastino. Significa che occorre distinguere due domande: se la trattenuta rispetta i limiti e come affrontare un insieme di debiti che non riesci più a sostenere.
La prima riguarda il controllo legale. La seconda richiede anche un esame delle tue entrate e delle possibilità previste per il sovraindebitamento.
Che cosa esaminiamo con te
Michela parte dal tuo racconto: il lavoro che fai, da quando c’è la trattenuta, le altre rate e le spese che oggi fai fatica a coprire.
Il team può poi chiarire quali documenti sono necessari per il lavoro concordato: buste paga, atti ricevuti, situazione dei finanziamenti ed eventuali cartelle. Una cessione del quinto già presente, per esempio, va segnalata e letta insieme alle altre trattenute.
Non ti chiediamo di interpretare i documenti o di scegliere da solo una procedura. Ci serve un quadro fedele, anche quando alcune somme o date non sono ancora chiare.

Ogni documento racconta una parte della situazione. Il nostro lavoro parte dal metterle in relazione, senza lasciare tutto sulle tue spalle.
Se non riesci più a pagare anche gli altri debiti
Il pignoramento può essere il problema più visibile. Magari, però, ci sono anche il prestito dell’auto, la carta a rate e vecchie cartelle.
Per chi ha debiti della vita privata, può essere valutata la ristrutturazione dei debiti del consumatore: una proposta che tiene conto delle risorse disponibili e prevede tempi e modi per affrontare i pagamenti. L’accesso richiede una verifica dei requisiti. Articolo 67 del Codice della crisi.
Se i debiti vengono anche da una partita IVA, occorre considerare questa origine. Avere oggi uno stipendio non permette da solo di scegliere il percorso previsto per il consumatore.
Nella guida su a chi rivolgersi quando un privato ha troppi debiti spieghiamo come lavoriamo. Se ci sono soprattutto cartelle, trovi anche l’approfondimento sui debiti con Agenzia delle Entrate.
Si può fermare una trattenuta già iniziata?
Una richiesta di aiuto non ferma automaticamente il pignoramento. Nel percorso del consumatore, il giudice può disporre misure di protezione su richiesta e alle condizioni previste dalla legge. Articolo 70.
Bisogna quindi capire a che punto è l’esecuzione e quali possibilità sono ancora praticabili. Se c’è una scadenza vicina, indicala quando ci contatti: aiuta a riconoscere subito la necessità di un controllo legale.
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Le questioni legali sono seguite dagli avvocati del team secondo l’incarico concordato. L’OCC, l’Organismo di composizione della crisi, svolge le proprie funzioni indipendenti; il giudice decide. Il ruolo dell’OCC.

Conta anche il momento in cui intervieni. Una data sull’atto può cambiare il lavoro da valutare: segnalacela fin dal primo contatto.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può trattenere tutto lo stipendio?
Per il pignoramento valgono limiti di legge. Se l’importo che ricevi ti sembra incoerente, serve leggere la busta paga e l’atto: una risposta sulla tua situazione richiede quei documenti.
Le fasce dell’Agenzia valgono anche per una finanziaria?
No. La tabella distingue le regole speciali della riscossione da quelle dei crediti ordinari. Il nome di chi procede è quindi un’informazione essenziale.
Se ho già la cessione del quinto, posso parlarne con voi?
Sì. Segnalala nel colloquio. Va esaminata insieme al pignoramento, agli altri impegni e al denaro che resta ogni mese, senza sommare le trattenute in modo automatico.
Il colloquio gratuito sospende il pignoramento?
No. Serve a iniziare l’analisi. Una sospensione richiede i presupposti e il provvedimento previsti per il caso concreto.
Il percorso successivo è gratuito?
Il primo colloquio con Michela è gratuito. L’eventuale incarico, l’OCC e la procedura possono avere costi, da chiarire prima di decidere come proseguire.

Puoi partire da ciò che ti preoccupa di più. Non devi avere già una risposta su tutto per parlarne con noi.
Parliamo dello stipendio che ti resta
Se la trattenuta ti sta mettendo in difficoltà, richiedi il primo colloquio gratuito con Michela.
Nel modulo puoi dirci da quando ricevi meno soldi, se hai altri debiti e se ci sono atti con una scadenza. Michela e il team Legge3 partiranno da queste informazioni per capire quali approfondimenti possono esserti utili.