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Sovraindebitamento

Esdebitazione: cosa significa e quali debiti restano

Una finestra aperta su un mattino luminoso, con una tenda leggera, una pianta sul davanzale e una sedia di legno accanto.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

Esdebitazione significa che i debiti rimasti alla fine di una procedura non possono più essere pretesi da te. Non li paghi, e nessun creditore può più chiederteli. Non è un condono e non arriva da sola: è un provvedimento del tribunale, che richiede una procedura, condizioni personali precise e, di solito, del tempo.

Se stai cercando questa parola perché i debiti sono diventati troppo grandi, con Michela e il team Legge3 puoi capire se nella tua situazione l’esdebitazione è una possibilità reale e attraverso quale strada.

L’esdebitazione arriva alla fine di un percorso. Il percorso comincia dai documenti e dalla tua storia.

Cosa significa esdebitazione

La parola viene da «liberare dai debiti». Il Codice della crisi la definisce così: i debiti rimasti insoddisfatti dopo la procedura diventano inesigibili, cioè non possono più essere richiesti al debitore. È l’articolo 278.

Attenzione a un punto che crea molti equivoci. L’esdebitazione libera te, non le altre persone: i creditori conservano i loro diritti verso chi ha garantito per te o si è obbligato insieme a te. Se tua sorella ha firmato come garante, il creditore potrà ancora rivolgersi a lei.

In quali procedure arriva

L’esdebitazione, con questo nome, è prevista per la liquidazione giudiziale, che riguarda le imprese più grandi, e per la liquidazione controllata, la procedura del sovraindebitamento in cui i tuoi beni vengono usati per pagare i creditori. Lo prevede lo stesso articolo 278.

Esiste poi una forma speciale per chi non ha nulla da offrire: l’esdebitazione del debitore incapiente, prevista dall’articolo 283. Qui non c’è una liquidazione, perché non ci sono beni: il tribunale può liberarti dai debiti se sei una persona fisica meritevole, una sola volta.

Il piano di ristrutturazione del consumatore e il concordato minore funzionano in modo diverso: lì i debiti vengono ridotti e ripagati secondo un piano omologato dal giudice. Anche in quei casi, eseguito il piano, i creditori non possono chiederti altro, ma la strada e i requisiti sono quelli del piano.

Liquidazione, piano o incapiente. Tre strade con lo stesso obiettivo, ma requisiti diversi.

Quali debiti restano esclusi

L’esdebitazione ha un perimetro. L’articolo 278 lascia fuori gli obblighi di mantenimento e alimentari, i risarcimenti per danni da fatto illecito non legato a un contratto, e le sanzioni penali e amministrative che non siano accessorie a debiti estinti.

Tipo di debito Con l’esdebitazione
Prestiti, carte, finanziamenti, fornitori, condominio Diventano inesigibili, nei limiti della procedura
Debiti fiscali e contributivi Possono rientrare, alle condizioni previste
Mantenimento, alimenti, risarcimenti da illecito Restano dovuti
Sanzioni penali e amministrative non accessorie Restano dovute

I debiti con il Fisco meritano un discorso a parte, perché la natura della somma conta. Ne parliamo nell’articolo su cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Quali condizioni servono

L’esdebitazione non è automatica. Nella liquidazione controllata il tribunale la concede con decreto motivato, secondo l’articolo 282, e guarda anche al tuo comportamento. Le condizioni dell’articolo 280 riguardano la collaborazione con la procedura, le informazioni fornite, l’assenza di frodi e di determinati reati, e il fatto di non aver già ottenuto il beneficio più di due volte.

Chi ha causato o aggravato i debiti con colpa grave, malafede o frode rischia di non ottenerla. Non significa che chi ha fatto errori sia escluso: significa che la storia dei debiti viene esaminata, e per questo conviene raccontarla con precisione fin dal primo colloquio.

Nessuna procedura garantisce l’esdebitazione in partenza. La decisione è del tribunale, alla fine del percorso.

Quando arriva

Nella liquidazione controllata il beneficio arriva dopo la chiusura della procedura oppure, se è ancora aperta, trascorsi tre anni dalla sua apertura. Lo stabiliscono gli articoli 279 e 282. I creditori possono presentare osservazioni, e la procedura continua per le operazioni ancora in corso.

I tre anni partono dall’apertura della procedura, non dal primo colloquio né dalla domanda. Per l’incapiente i tempi sono diversi, ma nei tre anni successivi al decreto possono rilevare eventuali nuove entrate importanti, secondo l’articolo 283.

Tre anni sono un tempo lungo, ma con una fine. Molte persone iniziano a ricostruire già durante la procedura.

Come può aiutarti Michela con Legge3

Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Puoi parlarle anche se non sai ancora se hai i requisiti per una procedura.

Nel primo colloquio ricostruiamo la tua storia: come sono nati i debiti, cosa hai, cosa entra e cosa esce. Poi, con gli avvocati e i commercialisti del team, verifichiamo quale strada può portare all’esdebitazione nel tuo caso, e cosa serve per percorrerla senza inciampi.

Michela e il team non concedono l’esdebitazione e non sostituiscono l’OCC, l’organismo indipendente che interviene nelle procedure. Ti accompagnano fino al provvedimento del tribunale, spiegandoti a ogni passo cosa aspettarti. Per sapere chi fa cosa, leggi sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.

Durante la procedura la famiglia deve poter vivere. La legge lascia fuori dalla liquidazione quanto serve al mantenimento.

Domande frequenti

L’esdebitazione fa sparire tutti i debiti?

No. Restano dovuti mantenimento, alimenti, risarcimenti da illecito e alcune sanzioni. E i creditori conservano i diritti verso garanti e coobbligati.

Posso chiedere l’esdebitazione senza una procedura?

No. Arriva alla fine della liquidazione controllata o, per chi non ha nulla, con la procedura dell’incapiente. Serve sempre un provvedimento del tribunale.

Quante volte si può ottenere?

Per l’incapiente una sola volta. Nelle altre procedure la legge esclude chi l’ha già ottenuta più di due volte, e nel piano del consumatore chi l’ha avuta nei cinque anni precedenti.

Dopo l’esdebitazione posso chiedere un prestito?

La legge non lo vieta, ma le banche valutano la storia creditizia. È un aspetto da considerare con realismo dopo il provvedimento.

Il colloquio con Michela avvia l’esdebitazione?

No. Il colloquio serve a capire se ci sono i requisiti e quale procedura è adatta. L’esdebitazione arriva solo alla fine, con la decisione del tribunale.

Partiamo da cosa hai e da cosa devi

Se i debiti sono più di quanto potrai mai pagare, l’esdebitazione esiste per situazioni come la tua. Il primo passo è raccontarci come stai messo.

Un percorso lungo si affronta meglio con un riferimento vicino. Michela e il team Legge3 ti seguono fino alla fine.

Il primo colloquio è gratuito. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.

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Michela Radicchi nel suo ufficio
Michela Radicchi Consulente Specialista Legge3.it

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