Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
Sì, chi ha un reddito basso può chiedere il patrocinio a spese dello Stato anche per le procedure di sovraindebitamento. Il limite di reddito, aggiornato nel 2025, è di 13.659,64 euro all’anno, calcolato di regola sommando i redditi della famiglia. Se sei ammesso, l’avvocato viene pagato dallo Stato; per i compensi dell’organismo indipendente, l’OCC, la prassi cambia da un tribunale all’altro. La prima consulenza con Michela, invece, è gratuita per tutti.
Se hai troppi debiti e pensi di non poterti permettere una procedura, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Il reddito basso non chiude la porta. La legge prevede proprio per questo il patrocinio a spese dello Stato.
Cos’è il patrocinio a spese dello Stato
È il diritto, per chi non ha mezzi, di essere assistito da un avvocato senza pagarlo: le spese sono a carico dello Stato. Vale nel processo penale, ma anche in quello civile e negli affari di volontaria giurisdizione, purché le ragioni non siano manifestamente infondate. Lo stabilisce l’articolo 74 del testo unico sulle spese di giustizia.
Le procedure di sovraindebitamento passano dal tribunale e rientrano in questo ambito. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Torino, in una sua risposta dedicata, ha chiarito che il patrocinio è ammissibile per queste procedure quando ci sono i requisiti di reddito.
Il limite di reddito
Il requisito principale è il reddito. L’articolo 76 fissa un tetto al reddito imponibile risultante dall’ultima dichiarazione, che viene aggiornato periodicamente con decreto. L’ultimo aggiornamento, con il decreto del 22 aprile 2025, lo ha portato a 13.659,64 euro, come comunicato dall’Ordine degli avvocati di Milano. La scheda del Ministero della giustizia riporta ancora il valore precedente, fissato nel 2023.
Di regola si sommano i redditi di tutti i familiari conviventi. Si guarda al solo reddito personale quando la causa riguarda diritti della persona o quando gli interessi del richiedente sono in conflitto con quelli dei familiari. Contano anche i redditi esenti o tassati alla fonte.
| Voce | Con il patrocinio a spese dello Stato |
|---|---|
| Compenso dell’avvocato | Pagato dallo Stato, secondo le regole del testo unico |
| Spese del procedimento | A carico dello Stato, nei limiti previsti |
| Compenso dell’OCC | Dipende dalla prassi del tribunale: alcuni lo ammettono a carico dello Stato, altri no |
| Primo colloquio con Michela | Gratuito sempre, con o senza patrocinio |

Il conteggio del reddito segue regole precise. Meglio non dare per scontato un sì o un no.
Cosa copre e cosa resta incerto
Se sei ammesso, il compenso dell’avvocato che ti assiste nella procedura è pagato dallo Stato. Anche le spese del procedimento seguono le regole del testo unico.
Il punto delicato è l’OCC, l’Organismo di composizione della crisi, che ha un compenso proprio. L’Ordine di Torino ritiene che possa essere anticipato dallo Stato, ma la prassi non è uniforme e cambia da un tribunale all’altro. Per questo i costi che potrebbero restare ti vengono spiegati con chiarezza prima di iniziare.
Ricorda anche che per il piano del consumatore la legge non richiede un avvocato: la domanda si presenta tramite l’OCC, come prevede l’articolo 68 del Codice della crisi. Il patrocinio conta quindi soprattutto quando l’assistenza legale serve davvero, per esempio in caso di contestazioni o di procedure più complesse.
Come si chiede
L’istanza si presenta al Consiglio dell’Ordine degli avvocati competente, in carta semplice, con la richiesta, le generalità e i codici fiscali dei familiari, l’autocertificazione del reddito e l’impegno a comunicare le variazioni. Lo prevede l’articolo 79. Se richiesto, bisogna produrre i documenti che provano il reddito dichiarato.
Dichiarare un reddito sbagliato ha conseguenze serie, quindi i conti vanno fatti bene.

L’istanza si prepara con i documenti alla mano. Dichiarazione dei redditi, stato di famiglia e redditi esenti.
Quali procedure puoi affrontare
Il patrocinio non cambia i requisiti delle procedure. Se sei un consumatore con un reddito, puoi proporre il piano di ristrutturazione dei debiti dell’articolo 67. Se hai una piccola attività, il concordato minore dell’articolo 74. Se non hai nulla da offrire, l’esdebitazione del debitore incapiente dell’articolo 283, pensata proprio per chi non ha risorse.
Tutte partono dal sovraindebitamento, definito dall’articolo 2, cioè non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti. Ne parliamo nella guida sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla. Se vuoi approfondire, leggi cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Domande frequenti
Qual è il limite di reddito per il gratuito patrocinio?
Dal decreto del 22 aprile 2025 il limite è di 13.659,64 euro di reddito imponibile annuo, di regola sommando i redditi dei familiari conviventi. Viene aggiornato periodicamente.
Il patrocinio copre anche l’OCC?
Non è sicuro. Alcuni tribunali ammettono che il compenso dell’OCC sia a carico dello Stato, altri no: dipende dal tribunale competente.
Serve un avvocato per il piano del consumatore?
La legge non lo rende obbligatorio: la domanda passa dall’OCC. Il patrocinio conta quando l’assistenza legale è davvero necessaria.
Ho un piccolo reddito ma la casa: posso chiederlo?
Il requisito riguarda il reddito, non il patrimonio. Va però fatto il conteggio corretto, compresi i redditi esenti e quelli dei familiari conviventi.
Il colloquio con Michela è a pagamento se non ho il patrocinio?
No, la prima consulenza è gratuita, con o senza patrocinio. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. I costi successivi te li spieghiamo prima di ogni scelta.
Chiedi la prima consulenza gratuita
Se pensi di non poterti permettere aiuto e i debiti non li reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

La prima consulenza non dipende dal tuo reddito. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.