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Sovraindebitamento

Sovraindebitamento: significato, chi rientra e le 4 strade

L’angolo di una cucina con un vecchio frigorifero bianco coperto di biglietti di misure e colori diversi tenuti da calamite, una sedia di legno accanto e la luce grigia di una finestra.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

Sovraindebitamento vuol dire che non riesci più a pagare i tuoi debiti con regolarità e che la situazione non si sistema da sola: rate, bollette e lettere sono più di quello che entra in casa. È la parola che il Codice della crisi usa per le persone, i lavoratori autonomi e le piccole attività che non possono fallire come le grandi imprese. Per loro la legge prevede 4 strade, con un giudice che decide: un piano per pagare quello che si può, un accordo con i creditori, la vendita di quello che si ha oppure, per chi non ha niente, la liberazione dai debiti. Alla fine i debiti rimasti non possono più essere chiesti, tranne alcuni. Qui trovi cosa significa la parola in pratica, chi rientra, le 4 strade e cosa fare per primo.

Se ti sei riconosciuto nella prima frase, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Sovraindebitamento non è una cifra. È quando quello che devi pagare ogni mese supera, in modo stabile, quello che entra.

Cosa vuol dire sovraindebitamento, in parole semplici

La parola è lunga, ma l’idea è semplice. Il Codice della crisi la definisce all’articolo 2. Sovraindebitamento è lo stato di crisi o di insolvenza di chi non può essere sottoposto alla liquidazione giudiziale, cioè al fallimento previsto per le imprese più grandi. Le due parole hanno un significato preciso.

Crisi vuol dire che oggi paghi ancora, ma è probabile che nei prossimi dodici mesi non ce la farai: i soldi che entrano non bastano a coprire quello che scade. Insolvenza vuol dire che non paghi già più in modo regolare: rate saltate, solleciti, un pignoramento in arrivo. In tutti e due i casi la legge ti considera sovraindebitato.

Non serve essere nullatenenti, e non serve avere debiti enormi. Conta il rapporto fra quello che devi e quello che hai: una persona con uno stipendio normale, tre prestiti, una carta revolving e un affitto in ritardo può essere sovraindebitata; una con un debito grande ma un reddito che lo regge, no. Ne abbiamo fatto un esempio con i numeri.

I segnali li conosci già: paghi una rata con un’altra carta, chiedi un prestito per chiudere il precedente, apri le lettere con paura, l’affitto o il mutuo slittano, un creditore ha già mandato un decreto ingiuntivo. Se ti riconosci, la guida su cosa fare quando i debiti sono troppi spiega il primo passo.

Il segnale più chiaro è il giro delle rate. Quando una rata serve a pagarne un’altra, i debiti non stanno più scendendo.

Chi rientra e chi no

Il Codice elenca chi può usare queste procedure, sempre all’articolo 2. Rientrano:

  • il consumatore, cioè la persona che ha fatto debiti per sé e per la famiglia, non per un’attività: mutuo, prestiti, carte, bollette, affitto, condominio, tasse personali;
  • il professionista e il lavoratore autonomo, anche con la partita IVA ancora aperta;
  • l’imprenditore minore, cioè la piccola impresa che negli ultimi tre anni ha avuto un attivo fino a 300.000 euro, ricavi fino a 200.000 euro e debiti fino a 500.000 euro;
  • l’imprenditore agricolo e le start-up innovative;
  • ogni altro debitore che non può fallire, per esempio chi ha chiuso una ditta individuale e si è portato dietro i debiti.

Restano fuori le imprese sopra quelle soglie, che hanno le loro procedure. Per tutti gli altri la porta è questa, anche quando i debiti sono con il Fisco: le cartelle rientrano, con alcune regole che spieghiamo nell’articolo su esdebitazione e Agenzia delle Entrate.

Se i debiti sono di più persone della stessa famiglia, conviventi o con un’origine comune, la legge permette una sola domanda per tutti: lo prevede l’articolo 66, e ne parliamo nell’articolo sul sovraindebitamento familiare.

Le 4 strade previste dal Codice

Non esiste una procedura sola. Il Codice ne prevede 4, e quella giusta dipende da chi sei, da cosa hai e da cosa puoi pagare. In tutte interviene l’OCC, l’Organismo di composizione della crisi: un organismo indipendente che prepara la relazione e presenta la domanda al giudice, come prevedono gli articoli 68, 76 e 269.

Strada Per chi è e cosa prevede
Piano di ristrutturazione dei debiti del consumatore Solo per il consumatore. Proponi di pagare quello che puoi, nei tempi che puoi; i creditori non votano, decide il giudice (articoli 67 e 70)
Concordato minore Per autonomi, professionisti e piccole imprese. Una proposta ai creditori, che la approvano con la maggioranza dei crediti; di norma serve a continuare l’attività (articolo 74)
Liquidazione controllata Per tutti. Metti a disposizione i beni che hai, un liquidatore li vende e paga i creditori; dopo tre anni dall’apertura il tribunale dichiara che i debiti rimasti non sono più dovuti (articoli 268 e 282)
Esdebitazione del debitore incapiente Per la persona che non ha niente da offrire, nemmeno in futuro: il giudice la libera dai debiti, una sola volta nella vita (articolo 283)

La prima strada è spiegata nell’articolo sul piano del consumatore, la seconda in quello sul concordato minore, la terza nella guida alla liquidazione controllata e la quarta nell’articolo sull’esdebitazione dell’incapiente. Le tappe comuni, dai documenti alla decisione del tribunale, sono nella guida alla procedura di sovraindebitamento.

Una precisazione sui nomi. Molti cercano ancora «legge 3» o «legge salva suicidi»: è la legge del 2012 che ha aperto questa strada. Dal 15 luglio 2022 le regole sono nel Codice della crisi, con nomi nuovi e la stessa idea di fondo.

La strada dipende da cosa hai e da cosa puoi. Non dal nome che hai sentito per primo.

Cosa succede quando la procedura parte

Il momento che cambia le cose è l’apertura della procedura, decisa dal giudice. Nel piano del consumatore, su tua richiesta, il giudice può sospendere i pignoramenti che metterebbero in pericolo il piano e vietare nuove azioni sui tuoi beni fino alla fine del procedimento: lo dice l’articolo 70. Regole simili valgono per il concordato minore e per la liquidazione controllata. Da quel momento i creditori passano dalla procedura, non più da te uno per uno.

Attenzione a un equivoco frequente: la protezione arriva con il provvedimento del giudice, non con il primo colloquio e nemmeno con la domanda. Fino a quel momento solleciti e pignoramenti continuano. Quando e come si fermano lo spieghiamo nell’articolo su sovraindebitamento e pignoramento.

Durante la procedura la legge ti lascia quanto serve per vivere. Nel piano del consumatore si indica quanto occorre al mantenimento della famiglia (articolo 67); nella liquidazione controllata stipendio e pensione restano a te nei limiti di quanto serve a te e ai tuoi, fissati dal giudice (articolo 268). Casa e reddito non spariscono in automatico: cosa succede a ciascuno dipende dalla strada scelta, come spieghiamo nell’articolo sulle conseguenze del sovraindebitamento e in quello su quando la casa si può salvare.

Cosa resta da pagare alla fine

L’obiettivo di tutte le strade è l’esdebitazione: i debiti rimasti insoddisfatti alla fine non possono più essere chiesti, lo dice l’articolo 278. Nella liquidazione controllata arriva con la chiusura o comunque dopo tre anni dall’apertura (articolo 282); nel piano del consumatore e nel concordato minore i debiti si riducono a quanto previsto dal piano omologato, e pagando quello sei libero. Cosa significa in pratica è nell’articolo esdebitazione: cosa significa.

Alcuni debiti restano sempre. L’articolo 278 lascia fuori gli obblighi di mantenimento e gli alimenti, i risarcimenti per fatti illeciti e le sanzioni penali e amministrative che non dipendono da un debito estinto. E l’esdebitazione libera te, non chi ha firmato per te: il garante di un tuo prestito resta obbligato.

Dopo, la vita riparte con un po’ di realismo: le banche guardano la storia creditizia, e per qualche anno un nuovo prestito è difficile. Ma non arrivano più lettere, telefonate e pignoramenti per i debiti chiusi.

Tre anni sono un tempo lungo, ma con una fine. Con una data scritta, non con un’attesa senza nome.

I requisiti che la legge chiede

Le procedure non sono per tutti quelli che hanno debiti: la legge fissa condizioni precise, e sono queste che decidono il sì o il no.

Per il piano del consumatore l’articolo 69 esclude chi è già stato esdebitato nei cinque anni precedenti, chi ha già avuto l’esdebitazione due volte e chi ha causato il sovraindebitamento con colpa grave, malafede o frode. Per la liquidazione controllata valgono le condizioni dell’articolo 280 e dell’articolo 282, fra le altre non aver nascosto beni, non aver fatto ricorso abusivo al credito e non aver provocato i debiti con colpa grave, malafede o frode. Per l’incapiente il giudice valuta la meritevolezza e l’assenza di atti in frode (articolo 283).

«Colpa grave» non vuol dire aver fatto degli errori. Vuol dire, per esempio, aver continuato a chiedere prestiti sapendo di non poterli pagare, o aver nascosto qualcosa ai creditori. La storia dei debiti conta, e va raccontata com’è.

Servono poi i documenti che fotografano la situazione: l’elenco di tutti i creditori con le somme dovute, quello che possiedi, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni, stipendi e pensioni di tutta la famiglia e quanto serve per mantenerla (articolo 67). Non devi averli pronti per chiedere di essere contattato: sono la materia del percorso, e ti diciamo noi cosa serve e quando.

Quanto costa lo trovi nell’articolo sui costi del sovraindebitamento: la prima consulenza con Michela è gratuita; i compensi dell’OCC e dei professionisti e le spese del tribunale sono separati e ti vengono spiegati prima di ogni scelta.

Cosa può fare Michela nel tuo caso

Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.

Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.

Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.

Domande frequenti

Sovraindebitamento: cosa fare per primo?

Fermare il giro dei nuovi prestiti e mettere in fila tutti i debiti, le entrate e le spese necessarie della famiglia. Poi chiedere di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Posso accedere se lavoro e ho uno stipendio?

Sì. Non serve essere nullatenenti: conta che i debiti superino, in modo stabile, quello che riesci a pagare. Lo stipendio serve anzi a costruire il piano. Chi non ha niente ha una strada a parte, l’esdebitazione dell’incapiente.

Chi paga il gestore della crisi?

Il compenso dell’OCC è a carico di chi presenta la domanda, con criteri fissati da un decreto del Ministero della giustizia, e di norma viene inserito nel piano o nella procedura. La prima consulenza con Michela è gratuita e distinta da questi costi.

Il sovraindebitamento fa sparire tutti i debiti?

No. Restano il mantenimento e gli alimenti, i risarcimenti per fatti illeciti e alcune sanzioni. E i creditori conservano i loro diritti verso i garanti. Tutto il resto, alla fine della procedura, non può più essere chiesto.

Il colloquio con Michela ferma i creditori?

No. Solleciti e pignoramenti si fermano solo con il provvedimento del giudice, dentro la procedura. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.

Parliamone prima che i debiti decidano per te

Se i debiti hanno superato quello che riesci a pagare, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

Sovraindebitamento è una parola della legge, non un giudizio. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.

La prima consulenza è gratuita e non ti impegna. Ogni costo successivo ti viene spiegato voce per voce, prima di qualsiasi scelta.

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