Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
Lo sfratto per morosità è la procedura con cui il proprietario chiede al giudice di riavere la casa perché l’affitto non viene pagato. Può partire anche per un solo canone, se sono passati venti giorni dalla scadenza. Il giudice fissa un’udienza: se non ti presenti, lo sfratto viene convalidato. Se ti presenti puoi pagare l’arretrato in udienza, oppure chiedere un termine per farlo, fino a 90 giorni e in alcuni casi 120, e restare in casa. L’udienza è il momento che decide tutto.
Se hai affitti arretrati e anche altri debiti che non riesci più a pagare, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

La data dell’udienza è scritta nell’atto. Fino a quel giorno la situazione si può ancora sanare.
Quando il proprietario può chiedere lo sfratto
Per le case in affitto la legge fissa una soglia precisa. Il mancato pagamento del canone, passati venti giorni dalla scadenza, è motivo per sciogliere il contratto. Lo stesso vale per le spese accessorie, come quelle condominiali, quando l’importo non pagato supera due mensilità. È l’articolo 5 della legge 392 del 1978.
A quel punto il proprietario può notificarti un atto con due richieste insieme: lo sfratto, con la data dell’udienza, e il pagamento dei canoni scaduti. Lo prevede l’articolo 658 del codice di procedura civile.
Cosa succede in udienza
| Cosa fai | Cosa succede |
|---|---|
| Non ti presenti | Il giudice convalida lo sfratto |
| Paghi tutto in udienza | La morosità è sanata e il contratto continua |
| Chiedi un termine per pagare | Fino a 90 giorni, 120 in alcuni casi di difficoltà |
| Ti opponi | Il giudice valuta le tue ragioni |
Se non compari, o compari e non ti opponi, il giudice convalida lo sfratto con un provvedimento subito esecutivo: lo stabilisce l’articolo 663.
La possibilità di rimediare è nell’articolo 55 della stessa legge 392. Se alla prima udienza paghi tutti i canoni scaduti, le spese accessorie, gli interessi e le spese del giudizio, lo sfratto si ferma.
Se non riesci a pagare in udienza, il giudice può darti un termine fino a 90 giorni, quando ci sono difficoltà provate. Il termine sale a 120 giorni se il ritardo non supera i due mesi e dipende da disoccupazione, malattia o gravi difficoltà economiche arrivate dopo la firma del contratto.
C’è un limite: la morosità si può sanare così non più di tre volte in quattro anni, quattro nei casi di difficoltà.

Presentarsi in udienza cambia il risultato. Chi non va lascia decidere tutto in sua assenza.
I soldi dovuti restano
Lo sfratto riguarda la casa. Il debito è un’altra cosa, e non finisce quando si lasciano le chiavi.
Restano da pagare i canoni arretrati, gli interessi e le spese. Per quelle somme il proprietario può ottenere un ordine di pagamento, e con quello arrivare al pignoramento dello stipendio o del conto. Ne parliamo nell’articolo sul pignoramento dello stipendio.
Chi trova il modo di sanare, d’altra parte, deve chiedersi se dal mese dopo riuscirà a pagare il canone. Un termine di 90 giorni serve se nel frattempo i conti tornano.

Sanare l’arretrato ha senso se poi l’affitto si riesce a pagare. Altrimenti si è solo spostata la data.
Quando l’affitto è uno dei tanti debiti
Spesso l’affitto è tra le ultime cose che si smette di pagare. Quando resta indietro, di frequente ci sono già rate, carte, bollette o cartelle in sospeso.
La legge chiama sovraindebitamento la situazione di chi non riesce più a pagare regolarmente i propri debiti, come lo definisce l’articolo 2 del Codice della crisi. Nelle procedure previste dal Codice un giudice guarda tutti i debiti insieme, compresi gli affitti arretrati.
Va detto con chiarezza: queste procedure riguardano i debiti. Possono riorganizzare gli arretrati insieme a tutto il resto, ma non danno il diritto di restare in una casa che è del proprietario. Per questo i tempi dello sfratto e quelli dei debiti vanno guardati insieme, e presto. Ne parliamo nella guida su a chi rivolgersi quando un privato ha troppi debiti.

L’affitto è la spesa che tiene in piedi tutte le altre. Se salta quello, il problema va affrontato per intero.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.
Domande frequenti
Quanti mesi di affitto non pagati servono per lo sfratto?
Anche uno solo. La legge considera motivo di risoluzione il canone non pagato dopo venti giorni dalla scadenza.
Si può fermare lo sfratto pagando?
Sì. Se paghi tutto alla prima udienza, o nel termine che il giudice ti concede, lo sfratto si ferma. Si può fare non più di tre volte in quattro anni.
Cosa succede se non vado all’udienza?
Il giudice convalida lo sfratto. Da quel momento il proprietario può procedere per riavere la casa.
Dopo lo sfratto devo ancora pagare gli arretrati?
Sì. Lasciare la casa non chiude il debito: canoni, interessi e spese restano dovuti.
Il colloquio con Michela ferma lo sfratto?
No. L’udienza resta alla data fissata, e le procedure sul sovraindebitamento riguardano i debiti, non il diritto di restare in casa. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.
Parliamone prima dell’udienza
Se l’affitto arretrato è solo una parte dei debiti che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

Lasciare la casa non chiude il debito. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.