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Sovraindebitamento

Sovraindebitamento: quali conseguenze può avere sulla tua vita?

Illustrazione di un quaderno blu chiuso, una chiave e una tazza su un tavolo chiaro.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

Una procedura di sovraindebitamento può aiutarti ad affrontare debiti diventati troppo pesanti, ma comporta anche impegni e possibili effetti su reddito e beni. Le conseguenze cambiano in base al percorso e alla tua situazione. Con Michela e il team Legge3 puoi capire cosa significherebbe per te, prima di assumere un incarico o fare una scelta.

È normale chiedersi quanto resterà dello stipendio, cosa succederà alla casa o se bisognerà continuare a pagare per anni. Sono domande da affrontare all’inizio, insieme alle possibilità offerte dalla legge.

Una soluzione va capita anche nella vita quotidiana. Non conta soltanto il debito di oggi, ma ciò che il percorso richiederà nei mesi successivi.

Non tutte le procedure hanno le stesse conseguenze

Nel piano del consumatore si propone come affrontare i debiti, con tempi e modalità di pagamento che il giudice deve esaminare. La proposta può prevedere pagamenti parziali, ma deve rispettare le condizioni di legge. Articolo 67 del Codice della crisi.

La liquidazione controllata prevede invece che beni e risorse compresi nella procedura siano destinati ai creditori, con esclusioni e regole precise. Può quindi comportare la vendita di beni. Articoli 268 e 270.

Chi ha debiti dell’attività può dover valutare un percorso diverso da quello del consumatore. Per un titolare o ex titolare di partita IVA, l’origine dei debiti è uno dei punti da ricostruire. Trovi un approfondimento sul sovraindebitamento della ditta individuale.

Per capire gli effetti non basta quindi sentirsi dire «puoi usare la legge sul sovraindebitamento». Occorre sapere quale procedura viene considerata, con quali condizioni e con quale proposta concreta.

Quanto può restare dello stipendio o della pensione?

Non esiste una somma uguale per tutti da promettere prima dell’analisi. Entrate, spese necessarie, persone a carico e altri elementi della situazione incidono sul quadro da valutare.

Per il piano del consumatore la documentazione comprende stipendi, pensioni e altre entrate del debitore e del nucleo familiare, con l’indicazione di quanto serve al mantenimento della famiglia. Articolo 67, comma 2.

Nella liquidazione controllata la legge esclude stipendi, pensioni e altri guadagni nei limiti di quanto occorre al mantenimento del debitore e della famiglia, come stabilito dal giudice. Questo non significa che tutto il reddito resti sempre disponibile. Articolo 268, comma 4.

Affitto, bollette e spesa devono entrare nell’analisi. Guardiamo le esigenze reali della famiglia, senza promettere una cifra mensile valida per chiunque.

Un esempio illustrativo: due persone con lo stesso stipendio possono avere spese e familiari a carico molto diversi. Per questo un importo letto nella storia di un’altra persona non dice quanto resterebbe a te.

Rischio di perdere la casa o altri beni?

La casa non viene automaticamente protetta perché si avvia una procedura. Va considerata insieme a proprietà, mutuo, ipoteche, valore e debiti. Anche le regole del percorso possibile fanno differenza.

Nel piano del consumatore, per esempio, la legge consente a certe condizioni di continuare a pagare le rate future del mutuo sull’abitazione principale. Non è una garanzia generale di conservare l’immobile. Articolo 67, comma 5.

Nella liquidazione controllata i beni che rientrano nel patrimonio da liquidare possono essere venduti. Alcune somme e alcuni beni sono esclusi per legge, ma non si può estendere questa protezione a tutto ciò che possiedi. Articolo 268.

Prima di proseguire, questo punto va spiegato chiaramente. La guida su sovraindebitamento e casa distingue le possibilità sul mutuo dagli effetti della liquidazione.

Dopo l’approvazione devo continuare a seguire il percorso?

Sì. L’omologazione, cioè l’approvazione del piano da parte del giudice, non chiude da sola tutti gli impegni. Bisogna eseguire ciò che è stato previsto.

Nel piano del consumatore il debitore deve compiere gli atti necessari per attuarlo. L’OCC, l’Organismo di composizione della crisi, vigila sull’adempimento, affronta le difficoltà e riferisce al giudice. Anche pagamenti o vendite fatti in violazione del piano possono avere conseguenze. Esecuzione del piano, articolo 71.

Il percorso continua anche dopo l’approvazione. Scadenze e cambiamenti della tua situazione vanno seguiti con attenzione insieme ai professionisti.

Se il piano non viene rispettato o diventa impossibile da attuare e non può essere modificato, può essere revocata l’approvazione. La legge prevede conseguenze anche per comportamenti fraudolenti o informazioni alterate. Articolo 72.

Se perdi il lavoro o cambia una spesa importante, è quindi utile parlarne subito con chi ti segue. La risposta va cercata dentro le regole della procedura; non va data per scontata una sospensione dei pagamenti o una modifica automatica della rata.

Alla fine tutti i debiti spariscono?

Non è corretto prometterlo. Nel piano del consumatore contano ciò che viene approvato e la sua corretta esecuzione. Nella liquidazione controllata può operare l’esdebitazione, la liberazione dai debiti residui nei limiti previsti dalla legge, se ricorrono le condizioni richieste.

L’articolo 282 disciplina quando può intervenire questo beneficio e il provvedimento del tribunale. Non basta che passino tre anni per considerare verificato ogni requisito. Inoltre, l’esdebitazione non ferma da sola i giudizi in corso e le operazioni di liquidazione. Articolo 282.

Restano esclusi, tra gli altri, gli obblighi di mantenimento e alimentari, alcuni debiti da risarcimento per fatti illeciti e le sanzioni pecuniarie indicate dalla norma. La legge mantiene anche i diritti dei creditori verso coobbligati e garanti. Effetti e limiti dell’esdebitazione.

Questo aspetto conta se un familiare ha firmato per garantire un tuo prestito. Il beneficio riconosciuto a te non va presentato come liberazione automatica anche per lui.

Ci sono costi, comunicazioni ai creditori e conseguenze sui nuovi prestiti?

I costi vanno chiariti prima. Il primo colloquio con Michela è gratuito; l’eventuale incarico e la procedura possono avere compensi e spese. Nel piano del consumatore la relazione dell’OCC deve indicare anche i costi presunti della procedura. Articolo 68.

Non si tratta di un accordo che rimane sempre soltanto tra te e chi ti assiste. Le procedure prevedono comunicazioni ai creditori e forme di pubblicità stabilite dalla legge. Per esempio, il piano del consumatore e l’apertura della liquidazione controllata hanno specifiche regole di pubblicazione. Articolo 70 e articolo 270.

Quanto ai nuovi prestiti, non si può garantire che dopo il percorso una banca concederà subito credito. Il finanziatore valuta la capacità di rimborso e può consultare le informazioni creditizie. Anche precedenti irregolarità nei pagamenti possono incidere sulla valutazione. Banca d’Italia: come viene valutata una richiesta di credito.

Benefici, costi e obblighi vanno messi sullo stesso tavolo. Capire questi aspetti serve a scegliere con consapevolezza, senza aspettative sbagliate.

Che cosa guardiamo prima di proporti un percorso

Il punto di partenza è ciò che sta succedendo adesso. Nel confronto con Michela e il team Legge3 mettiamo insieme i debiti, le entrate, i beni e le difficoltà che ti impediscono di pagare regolarmente.

Aspetto Domanda da chiarire insieme
Reddito e famiglia Quanto serve per le spese necessarie e quali risorse possono essere considerate?
Casa e altri beni Quali effetti potrebbe avere la procedura sui beni che possiedi?
Pagamenti e tempi Quali impegni comporterebbe il percorso e come andrebbero seguiti?
Costi e limiti Quali spese sono previste e quali risultati non si possono garantire?

Il lavoro dei professionisti e quello dell’OCC hanno ruoli distinti; le decisioni che la legge riserva al giudice restano sue. Il nostro aiuto serve a ricostruire la situazione e accompagnarti con spiegazioni comprensibili.

Non devi decidere da solo quale procedura scegliere. Puoi partire dai tuoi dubbi: ti aiutiamo a capire le possibilità e ciò che comporterebbero per te.

Domande frequenti

Devo smettere di pagare appena chiedo un colloquio?

Il colloquio non cambia da solo i tuoi obblighi. I pagamenti e le scadenze vanno esaminati con i professionisti; non si deve presumere che tutto sia sospeso perché hai chiesto aiuto.

Mi viene tolto tutto lo stipendio?

Non è una conseguenza da affermare in modo generale. Nella liquidazione controllata il giudice stabilisce la quota necessaria al mantenimento tuo e della famiglia. Negli altri percorsi va esaminata la proposta concreta.

I miei familiari vengono liberati dalle garanzie che hanno firmato?

Non automaticamente. L’articolo 278 conserva i diritti dei creditori verso garanti e coobbligati nell’esdebitazione. Anche la posizione del familiare va quindi considerata nell’analisi.

Se il reddito diminuisce durante il piano, la rata cambia da sola?

No. Il cambiamento va segnalato a chi ti segue, perché siano valutate le possibilità previste dalla legge. Non si può promettere in anticipo che il piano verrà modificato o che ogni nuovo importo sarà accettato.

Posso chiedere un confronto anche se non ho deciso di iniziare?

Sì. Il primo colloquio serve proprio a capire cosa sta succedendo e come possiamo aiutarti. Le condizioni di un eventuale incarico vanno chiarite prima di proseguire.

Prima di scegliere, capiamo cosa significherebbe per te

Conoscere le conseguenze non significa rinunciare a cercare una soluzione. Significa affrontare il problema con aspettative realistiche e con qualcuno che ti aiuti a leggere anche i passaggi meno chiari.

Richiedi il primo colloquio gratuito con Michela. Nel modulo qui sotto puoi raccontare la tua situazione e i dubbi che ti preoccupano di più.

Michela Radicchi nel suo ufficio
Michela Radicchi Consulente Specialista Legge3.it

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