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Sovraindebitamento

Liquidazione controllata: che cosa succede a beni e debiti

Una chiave su un piattino blu e una cartella sopra un mobile di legno con un cassetto aperto.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

La liquidazione controllata è una procedura per affrontare il sovraindebitamento destinando beni e risorse al pagamento dei creditori. Può comprendere la vendita di immobili e, se ci sono i requisiti, consentire in seguito la liberazione dai debiti residui ammessi al beneficio. Prima di scegliere, occorre capire le conseguenze concrete. Michela Radicchi e il team Legge3 possono aiutarti a valutarle partendo da un colloquio gratuito. La procedura e l’esdebitazione.

Prima di scegliere, serve un quadro completo. Debiti, beni e risorse disponibili vanno esaminati insieme.

Che cosa significa liquidazione controllata

“Liquidare” significa destinare il valore dei beni al pagamento dei debiti, anche attraverso la loro vendita. La procedura si svolge sotto il controllo del tribunale, che nomina un liquidatore. Questa figura segue le operazioni previste dalla legge. Apertura della procedura. Non va confusa con il piano del consumatore, in cui si propone come affrontare i debiti nel tempo.

Non è quindi un semplice accordo per abbassare una rata. Può incidere sul patrimonio e sul modo in cui vengono utilizzate le risorse disponibili.

Per questo non la presentiamo come una soluzione da scegliere in base al nome. Nel colloquio con Michela puoi partire da ciò che ti preoccupa: la casa, il reddito che resta o le richieste di pagamento.

Quando può essere valutata

Il Codice prevede la liquidazione controllata per il debitore in stato di sovraindebitamento. Quando la domanda viene dalla persona interessata, l’OCC deve attestare la possibilità di acquisire risorse da distribuire ai creditori, anche attraverso azioni giudiziarie. Articolo 268.

L’OCC è l’Organismo di composizione della crisi: svolge un ruolo indipendente nella procedura. La sua relazione valuta la documentazione e la situazione economica. Articolo 269.

Non avere un immobile non permette, da solo, di concludere che questo percorso sia escluso. Allo stesso modo, non avere denaro disponibile oggi non basta per dire che sia praticabile. Entrate, beni e possibili risorse vanno verificati.

Se i debiti vengono da un’attività, puoi leggere anche come affrontiamo il sovraindebitamento della ditta individuale.

Che cosa può succedere alla casa

La casa può entrare nella liquidazione ed essere venduta. Il fatto che sia la tua abitazione principale non la esclude automaticamente. Occorre verificare se rientra nei beni della procedura e quale ne sia il valore effettivo, tenendo conto anche dei vincoli. Le regole sui beni e la consegna del patrimonio.

Se la priorità è conservare l’abitazione, questo va detto subito. Prima di proseguire serve capire se esistono percorsi diversi compatibili con la situazione.

Nell’articolo su sovraindebitamento e possibilità di salvare la casa spieghiamo perché mutuo, debiti e risorse possono cambiare la valutazione.

La casa è parte della tua vita, oltre che del patrimonio. Le conseguenze sulla famiglia devono essere chiare prima di decidere.

Quanto reddito resta per vivere

La legge esclude dalla liquidazione alcune somme e alcuni beni. Per stipendi, pensioni e guadagni dell’attività, il giudice indica quanto deve restare per il mantenimento tuo e della famiglia. Sono inoltre previste esclusioni per crediti e cose impignorabili. Articolo 268.

Non è una cifra che possiamo promettere prima dell’analisi. Servono informazioni sulle entrate e sulle spese necessarie, come abitazione, alimentazione e cure.

Ecco i principali aspetti da distinguere.

Elemento Che cosa va chiarito
Immobili e altri beni Se entrano nella liquidazione e con quali vincoli
Entrate da lavoro o pensione Quale parte resta per il mantenimento stabilito dal giudice
Spese della famiglia Quali necessità devono essere documentate
Nuove risorse durante la procedura Se e come devono essere considerate

La tabella orienta l’analisi. Non indica che ogni bene debba essere venduto o che ogni entrata venga acquisita per intero.

Anche durante la procedura ci sono necessità da sostenere. Il bilancio familiare deve essere descritto in modo fedele.

Quanto dura la liquidazione controllata

Il liquidatore prepara un programma con tempi e modalità delle operazioni. La legge prevede che la procedura resti aperta fino al loro completamento e, in generale, per tre anni dall’apertura. È possibile una chiusura precedente, su istanza del liquidatore, se non si può acquisire altro attivo da distribuire. Articolo 272.

Questo non significa che ogni procedura duri esattamente tre anni. La vendita di un bene o altre operazioni possono richiedere tempi diversi.

Anche i beni che arrivano durante il percorso possono essere rilevanti: il Codice li considera, con le deduzioni previste, fino all’esdebitazione. Per questo un cambiamento della situazione va esaminato durante la procedura. La norma sulle nuove risorse.

Che cosa succede ai debiti rimasti

L’esdebitazione rende non più esigibili nei tuoi confronti i debiti residui a cui si applica il beneficio. Non riguarda però qualsiasi obbligo. Restano esclusi, per esempio, mantenimento e alimenti, oltre alle altre categorie indicate dalla legge. I diritti verso eventuali garanti e altri obbligati restano salvi. Articolo 278. Chi non ha beni né redditi da offrire può trovarsi in un’altra situazione, quella dell’esdebitazione del debitore incapiente.

Per la liquidazione controllata il tribunale dichiara il beneficio alla chiusura o, anche prima, trascorsi tre anni dall’apertura, quando ricorrono i requisiti. L’esdebitazione non interrompe di per sé le operazioni di liquidazione e i giudizi ancora in corso. Articolo 282.

Quindi bisogna distinguere la liberazione dai debiti residui dalla conclusione materiale di tutte le operazioni. Non sono sempre lo stesso momento.

Perché contano collaborazione e documenti

Per ottenere l’esdebitazione occorre rispettare condizioni precise. La legge considera anche la collaborazione durante il percorso, la correttezza delle informazioni e l’assenza dei comportamenti ostativi previsti. Articolo 280.

Nella liquidazione controllata rileva inoltre che il sovraindebitamento non sia stato determinato con colpa grave, malafede o frode. Articolo 282.

Non è un invito a giudicare da solo la tua storia. Significa che l’analisi deve essere completa, anche sugli aspetti difficili da raccontare.

Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Con il team può aiutarti a comprendere il percorso; gli avvocati seguono le questioni legali secondo l’incarico. Le funzioni dell’OCC e del liquidatore restano indipendenti e le decisioni spettano al tribunale.

Il percorso richiede attenzione nel tempo. Atti ricevuti, scadenze e cambiamenti economici devono essere seguiti.

Domande frequenti

La liquidazione controllata salva sempre la casa?

No. Può comportarne la vendita. Se conservare l’abitazione è la tua preoccupazione principale, va affrontata nell’analisi prima di scegliere il percorso.

Mi tolgono tutto lo stipendio?

La legge prevede che resti quanto il giudice indica per il mantenimento tuo e della famiglia, oltre alle esclusioni applicabili. L’importo richiede una valutazione concreta.

Dopo tre anni è tutto finito?

Non necessariamente. L’esdebitazione può essere dichiarata ai tempi e alle condizioni previsti, mentre alcune operazioni di liquidazione possono continuare.

I miei garanti sono liberati insieme a me?

L’esdebitazione conserva i diritti dei creditori nei confronti dei garanti e degli altri obbligati. La loro posizione va esaminata separatamente.

Il primo colloquio mi obbliga a iniziare?

No. Il colloquio gratuito con Michela serve a conoscere la situazione. L’eventuale incarico e la procedura, compresi i costi dell’OCC, vanno chiariti prima di decidere.

Puoi chiedere aiuto prima di sapere quale procedura scegliere. È proprio ciò che l’analisi deve aiutarti a capire.

Valutiamo le conseguenze nella tua situazione

Se i debiti sono diventati troppo pesanti, richiedi il primo colloquio gratuito con Michela.

Raccontaci quali somme ti vengono chieste, che risorse hai e che cosa temi di perdere. Michela e il team Legge3 potranno iniziare da questi punti per valutare con te i possibili approfondimenti.

Michela Radicchi nel suo ufficio
Michela Radicchi Consulente Specialista Legge3.it

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Raccontami quali debiti ti preoccupano. Nel primo colloquio gratuito capiamo insieme come possiamo aiutarti.

Ti seguiamo io e tutta Legge3.

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