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Sovraindebitamento

Piano del consumatore: come funziona e quando può aiutarti

Due persone tengono una cartella blu aperta su un tavolo con fogli e una tazza.

Vuoi parlare della tua situazione con Michela?

Il piano del consumatore è il nome con cui molte persone cercano oggi la ristrutturazione dei debiti del consumatore. È un percorso previsto dalla legge per affrontare debiti della vita privata diventati insostenibili, attraverso una proposta sottoposta al giudice. Non è un nuovo prestito e non viene approvato automaticamente. Michela Radicchi e il team Legge3 possono aiutarti a capire se merita una valutazione nel tuo caso. La procedura nel Codice della crisi.

Le rate hanno storie diverse, ma pesano sullo stesso bilancio. Per valutare una proposta bisogna guardarle insieme.

Che cosa cambia con un piano del consumatore

Il piano indica tempi e modalità per affrontare i debiti. Può prevedere anche un pagamento parziale o diverso tra i creditori, nel rispetto delle condizioni di legge. Articolo 67. È un percorso diverso dalla liquidazione controllata, che destina beni e risorse al pagamento dei creditori.

In parole semplici, non si tratta di chiedere una rata più bassa a una sola finanziaria lasciando invariato tutto il resto. Si esamina la situazione nel suo insieme, per costruire una proposta che abbia basi concrete.

Prima di parlare di importi, però, bisogna capire se rientri tra i destinatari della procedura. Poi vanno considerate le risorse, i beni e le spese necessarie.

Chi può essere considerato consumatore

Il Codice della crisi definisce consumatore la persona fisica che agisce per scopi estranei all’attività imprenditoriale, commerciale, artigiana o professionale eventualmente svolta. Per questa procedura conta la natura dei debiti. La definizione dell’articolo 2.

Avere uno stipendio o una pensione non risolve da solo la questione. Se devi ancora pagare somme nate da una vecchia partita IVA, il team deve esaminarle prima di indicare il percorso.

La legge prevede inoltre condizioni che possono impedire l’accesso: tra queste, determinate precedenti esdebitazioni, cioè benefici di liberazione dai debiti residui, e una situazione causata con colpa grave, malafede o frode. Articolo 69.

Non devi stabilire da solo se un tuo comportamento rientri in una di queste categorie. È una valutazione che richiede fatti e documenti, non un giudizio sommario sulle difficoltà che stai vivendo.

Da quali informazioni partiamo con te

Il racconto iniziale serve a capire perché le rate sono diventate pesanti: un reddito diminuito, spese familiari aumentate o più pagamenti arrivati insieme.

Nell’approfondimento servono poi informazioni complete sui debiti, sul patrimonio, sulle entrate familiari e sulle spese di mantenimento. Il Codice richiede anche documentazione su redditi e atti patrimoniali precedenti. I dati previsti dalla legge.

Aspetto da esaminare Che cosa aiuta a capire
Origine dei debiti Se il percorso del consumatore è pertinente
Entrate disponibili Su quali risorse può basarsi la proposta
Spese necessarie della famiglia Che cosa occorre per vivere
Beni e atti ricevuti Quali vincoli e urgenze vanno considerati

Se mancano alcuni documenti, nel colloquio puoi dirlo. Michela e il team chiariranno quali approfondimenti servono per il lavoro concordato.

Una proposta deve fare i conti con la vita reale. I pagamenti previsti devono essere valutati insieme alle spese di ogni mese.

Chi prepara, chi verifica e chi decide

Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. È il riferimento con cui puoi iniziare a raccontare la situazione e valutare l’assistenza del team.

Il percorso coinvolge anche l’OCC, l’Organismo di composizione della crisi. È un soggetto indipendente, con funzioni stabilite dalla legge: assiste nella procedura e prepara una relazione sulla situazione e sulla documentazione. Articolo 68.

Gli avvocati del team seguono gli aspetti legali secondo l’incarico concordato. L’approvazione del piano, chiamata omologazione, spetta al giudice. Articolo 70.

Per conoscere meglio il nostro lavoro puoi leggere come aiutiamo i privati in difficoltà con i debiti.

Serve il sì di tutte le banche e finanziarie?

Il piano del consumatore non passa attraverso una votazione dei creditori. Questi possono però presentare osservazioni e contestazioni, che vengono esaminate nel procedimento. Il giudice controlla l’ammissibilità e la fattibilità della proposta. Le regole dell’omologazione.

Quindi il dissenso di un creditore non equivale, da solo, a un rifiuto definitivo. Allo stesso tempo, non sarebbe corretto promettere che la proposta sarà approvata comunque.

La qualità dei dati e la sostenibilità dei pagamenti sono aspetti da affrontare prima, senza costruire aspettative su una percentuale di riduzione scelta a tavolino.

Non c’è una rata adatta a tutti. La proposta deve essere valutata sulle risorse e sulle necessità della tua situazione.

Che cosa succede a casa e pignoramenti

Il piano non garantisce automaticamente di conservare la casa. Il Codice prevede, a determinate condizioni, la possibilità di continuare a pagare le rate future del mutuo sull’abitazione principale. Serve un esame specifico. La disposizione sul mutuo.

Abbiamo approfondito questo punto nella guida su sovraindebitamento e possibilità di salvare la casa.

Anche per un pignoramento occorre distinguere l’avvio dell’analisi dalle misure del tribunale. Il giudice può disporre protezioni su richiesta, quando ricorrono i presupposti. Il colloquio o l’invio del modulo non sospendono da soli l’esecuzione. Articolo 70.

Dopo l’approvazione ci sono impegni da rispettare

Una volta approvato, il piano deve essere eseguito. L’OCC vigila sull’adempimento e riferisce al giudice. Se emergono difficoltà, la legge prevede controlli e interventi; non si può semplicemente smettere di pagare quanto concordato. Articolo 71.

Inadempimenti, un piano diventato inattuabile e non modificabile o comportamenti fraudolenti possono portare alla revoca dell’omologazione. Articolo 72.

Questa è una ragione concreta per valutare bene la proposta all’inizio. Un pagamento che sembra accettabile sulla carta può essere troppo pesante se non considera una spesa necessaria.

Il percorso continua anche dopo l’approvazione. Scadenze e cambiamenti economici vanno seguiti durante l’esecuzione.

Domande frequenti

Il piano del consumatore è un finanziamento?

No. È una procedura prevista dal Codice della crisi. Non consiste nell’ottenere nuovi soldi da una banca per pagare i debiti precedenti.

Quanto dura?

Tempi del tribunale e durata dei pagamenti sono due cose diverse. Il piano deve indicare la propria durata, da valutare sulla situazione concreta: non promettiamo una scadenza uguale per tutti.

Posso accedere se ho una pensione?

La pensione è un’entrata da considerare. Per stabilire l’accesso servono anche la verifica dell’origine dei debiti e degli altri requisiti: il solo tipo di reddito non basta.

Quanto debito posso ridurre?

Non c’è una percentuale garantita. La proposta dipende dalle risorse, dai beni, dalla posizione dei creditori e dai controlli previsti dalla legge.

Il percorso è gratuito?

Il primo colloquio con Michela è gratuito. L’eventuale incarico, l’OCC e la procedura possono avere costi, da spiegare prima di decidere come proseguire.

Prima di scegliere una procedura, conosciamo la tua situazione. Puoi parlarci anche dei dubbi che oggi non sai risolvere.

Capire se è il percorso adatto a te

Se le rate non sono più sostenibili, richiedi il primo colloquio gratuito con Michela.

Raccontaci quali debiti ti preoccupano, che entrate hai oggi e se ci sono atti con scadenze vicine. Michela e il team Legge3 partiranno da queste informazioni per valutare con te gli approfondimenti utili.

Michela Radicchi nel suo ufficio
Michela Radicchi Consulente Specialista Legge3.it

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