Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
Una bolletta non pagata non porta subito al pignoramento. Prima il fornitore deve metterti in mora con una lettera formale, poi può sospendere la fornitura; per prendere i tuoi soldi deve ottenere un decreto ingiuntivo dal giudice, notificarti un precetto e solo dopo pignorare stipendio, pensione o conto, nei limiti di legge. Sono passaggi con tempi precisi, e ognuno lascia uno spazio per intervenire.
Se le bollette sono rimaste indietro e le lettere si accumulano, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Tra la scadenza e il pignoramento ci sono diverse lettere. Ogni lettera ha un nome e un tempo.
Prima tappa: la costituzione in mora
Se non paghi entro la scadenza, il venditore di luce o gas ha diritto a recuperare il credito. Ma deve prima costituirti in mora, cioè inviarti una raccomandata con ricevuta di ritorno o una PEC con alcune informazioni obbligatorie: il termine ultimo per pagare, il termine dopo il quale chiederà la sospensione, come comunicare il pagamento, l’eventuale riduzione della potenza e i casi di indennizzo. Lo stabilisce l’ARERA, l’autorità che regola questi servizi.
C’è un dettaglio importante: se la richiesta riguarda consumi di oltre due anni prima, la lettera deve invitarti a far valere la prescrizione per quegli importi. Le bollette vecchie, in molti casi, non sono più dovute.
Seconda tappa: la sospensione della fornitura
Se non paghi entro il termine ultimo, il venditore può chiedere al distributore di sospendere la fornitura. Non può farlo prima di tre giorni lavorativi dal termine ultimo e di 40 giorni solari da quando hai ricevuto la costituzione in mora. Per la luce, se il contatore lo permette, prima della sospensione la potenza viene ridotta al 15%.
La sospensione ha limiti. Non può avvenire di venerdì, sabato, nei giorni festivi e prefestivi; non può avvenire se la costituzione in mora non è stata fatta nei modi previsti, se hai già pagato e comunicato il pagamento, se hai un reclamo senza risposta, o se l’importo non supera il deposito cauzionale. Sono le regole indicate dall’ARERA. Per l’acqua a uso domestico esistono tutele e tempi propri.
| Fase | Cosa succede |
|---|---|
| Bolletta scaduta | Sollecito e interessi di mora; nessuna azione forzata |
| Costituzione in mora | Raccomandata o PEC con termine ultimo; sospensione non prima di 40 giorni |
| Decreto ingiuntivo | Il giudice ordina di pagare; hai 40 giorni per opporti |
| Precetto e pignoramento | Almeno 10 giorni per pagare, poi stipendio o conto nei limiti di legge |

Quaranta giorni per la sospensione, quaranta per opporsi al decreto. I tempi delle bollette sono più lunghi di quanto sembra, ma non infiniti.
Terza tappa: il recupero crediti e il decreto ingiuntivo
Sospesa o no la fornitura, il debito resta. Spesso passa a una società di recupero crediti, che scrive e telefona. Queste società non possono pignorare nulla: possono solo chiedere il pagamento.
Per prendere i tuoi soldi il creditore deve avere un titolo esecutivo. Il più comune è il decreto ingiuntivo: il giudice, sulla base delle bollette e del contratto, ti ordina di pagare, come prevede l’articolo 633 del codice di procedura civile. Hai 40 giorni per fare opposizione, secondo l’articolo 641. Se non ti opponi, il decreto diventa esecutivo, come stabilisce l’articolo 647.
Questo è il momento in cui molte persone perdono l’occasione di far valere prescrizione o errori di fatturazione, perché i 40 giorni partono dalla notifica.
Quarta tappa: il precetto e il pignoramento
Con il decreto esecutivo il creditore ti notifica il precetto: l’intimazione a pagare entro almeno dieci giorni, altrimenti si procede al pignoramento. Lo prevede l’articolo 480. Lo stesso articolo obbliga il creditore a scrivere nel precetto che puoi, con l’aiuto di un organismo di composizione della crisi, affrontare il sovraindebitamento con un accordo o un piano. È la legge stessa a ricordarti che esiste una strada.
Dopo i dieci giorni il creditore può pignorare lo stipendio, entro un quinto, la pensione, oltre il minimo vitale, o il conto corrente, con le protezioni per le somme già accreditate. Sono i limiti dell’articolo 545.
Le bollette diventano pignoramento solo dopo un giudice. Ma quando il decreto è esecutivo, i tempi corrono.

Le bollette sono spesso il primo debito che salta. Quando saltano, di solito non sono le sole.
Quando le bollette sono solo una parte del problema
Chi non paga le bollette, spesso, ha già rate e altri debiti in ritardo. In questi casi rincorrere ogni singolo creditore non basta. Se non riesci più a pagare regolarmente i tuoi debiti, la legge parla di sovraindebitamento, definito dall’articolo 2 del Codice della crisi.
Il consumatore può proporre un piano di ristrutturazione dei debiti, secondo l’articolo 67, in cui rientrano anche le bollette arretrate. Dentro la procedura il giudice può sospendere i pignoramenti, come prevede l’articolo 70. Ne parliamo nella guida sovraindebitamento dei privati: a chi rivolgersi.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla. Se vuoi approfondire, leggi cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate.

Luce, gas e acqua sono spese di sopravvivenza. Per questo la legge circonda la sospensione di tante regole.
Domande frequenti
Dopo quanto tempo possono staccare la luce?
Non prima di 40 giorni da quando ricevi la costituzione in mora e di tre giorni lavorativi dal termine ultimo indicato. Mai di venerdì, sabato o nei giorni festivi e prefestivi.
Una società di recupero crediti può pignorarmi lo stipendio?
No. Può solo chiedere il pagamento. Il pignoramento richiede un decreto ingiuntivo diventato esecutivo e un precetto.
Le bollette vecchie di anni sono ancora dovute?
Per i consumi di oltre due anni prima è possibile far valere la prescrizione, e la lettera di messa in mora deve ricordartelo. Va verificato caso per caso.
Ho ricevuto un decreto ingiuntivo per bollette: cosa faccio?
La legge dà 40 giorni dalla notifica per fare opposizione. Se non c’è opposizione, il decreto diventa esecutivo e il creditore può passare al precetto e al pignoramento.
Il colloquio con Michela ferma la sospensione?
No. Le tutele sulla sospensione restano quelle previste dalle regole dell’ARERA. La consulenza con Michela serve a capire se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti: ne esci con un sì o con un no. La prima consulenza è gratuita.
Parliamone prima del decreto ingiuntivo
Se le bollette arretrate sono solo una parte dei debiti che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

Una bolletta alla volta non basta quando i debiti sono tanti. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.