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La messa in mora è la richiesta scritta e formale con cui un creditore ti chiede di pagare un debito scaduto. Ha due effetti: da quel giorno maturano gli interessi di mora e la prescrizione del debito si interrompe e riparte da capo. Non è un pignoramento e non lo fa scattare da sola, ma di solito è l’ultimo passo prima che il creditore vada dal giudice. Il sollecito di pagamento è la versione più leggera: un promemoria.
Se hai ricevuto una lettera di messa in mora e i debiti sono più di quelli che riesci a pagare, lascia i tuoi dati nel modulo in fondo e chiedi di essere contattato: nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per accedere alla Legge3 ed esdebitarti.

Una lettera formale non è ancora un atto del giudice. È il momento in cui si può ancora scegliere con calma.
Che cosa vuol dire messa in mora
«Mora» vuol dire ritardo. Per la legge il debitore è in mora quando il creditore gli ha chiesto per iscritto di pagare: lo prevede l’articolo 1219 del codice civile.
Nella pratica è una lettera, spesso inviata con raccomandata o posta elettronica certificata, in cui c’è scritto chi è il creditore, quanto chiede, per quale motivo ed entro quando si aspetta il pagamento. Può mandarla il creditore, un avvocato o una società di recupero.
In alcuni casi non serve nemmeno la lettera: la mora scatta da sola, per esempio quando il termine è scaduto e il pagamento andava fatto presso il creditore. Lo dice lo stesso articolo 1219.
Sollecito, messa in mora e atti del giudice
| Che cosa ricevi | Cosa comporta |
|---|---|
| Sollecito di pagamento | Un promemoria: ricorda che c’è una somma scaduta |
| Messa in mora | Richiesta formale scritta: interessi di mora e prescrizione interrotta |
| Decreto ingiuntivo | Ordine del giudice: di regola 40 giorni per pagare o fare opposizione |
| Atto di precetto | Ultimo avviso prima del pignoramento: almeno dieci giorni |
Le prime due righe sono lettere del creditore. Le ultime due sono atti che passano dal tribunale, con i termini fissati dagli articoli 641 e 480 del codice di procedura civile.
Il confine fra sollecito e messa in mora non sta nel titolo della lettera, ma nel contenuto. Una richiesta scritta di pagare, chiara e riferita a un debito preciso, può valere come messa in mora anche se si chiama «sollecito».

Più si va avanti nella tabella, meno tempo c’è. La messa in mora è ancora nella parte alta.
Gli effetti della messa in mora
Sono due, e conviene conoscerli entrambi.
Gli interessi. Dal giorno della mora sul debito maturano gli interessi, anche se prima non erano previsti. Se il contratto prevedeva già interessi più alti, restano quelli. È la regola dell’articolo 1224.
La prescrizione. Ogni atto che mette in mora il debitore interrompe la prescrizione: il conteggio degli anni si azzera e riparte, come stabilisce l’articolo 2943. Per questo un debito vecchio, per il quale sono arrivate lettere formali a intervalli regolari, può essere ancora dovuto. Ne parliamo nell’articolo sulla prescrizione dei debiti.
Cosa succede se non paghi
La messa in mora, da sola, non permette al creditore di pignorare nulla. Per farlo gli serve un titolo esecutivo, che di solito ottiene chiedendo al giudice un ordine di pagamento.
Non tutti i creditori fanno questo passo, ma la lettera dice che ci stanno pensando. Dopo l’ordine del giudice e un ultimo avviso, può arrivare il pignoramento dello stipendio o del conto. Ne parliamo nell’articolo sul pignoramento dello stipendio.

Il silenzio non ferma la lettera successiva. Capire subito se quel debito è sostenibile evita di arrivarci impreparati.
Prima di rispondere o di pagare qualcosa
Chi riceve una messa in mora spesso reagisce in fretta: telefona, promette, versa una piccola somma per dimostrare buona volontà.
C’è una cosa da sapere. Anche il riconoscimento del debito da parte tua interrompe la prescrizione, secondo l’articolo 2944. Una risposta scritta, un acconto o una proposta di rate possono valere come riconoscimento.
Non vuol dire che non si debba rispondere. Vuol dire che una risposta ha degli effetti: conta se la somma è corretta, se il debito è ancora dovuto e se un piano a rate regge insieme agli altri impegni. Rate e accordi con sconto riguardano un solo creditore e non risolvono l’insieme dei debiti quando non si riesce più a pagare. Sugli accordi con sconto trovi l’articolo sul saldo e stralcio.
Quando le lettere sono tante
Una messa in mora si affronta. Diverso è quando ne arrivano da più creditori, e le somme insieme superano quello che riesci a pagare.
La legge chiama questa situazione sovraindebitamento: vuol dire non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti, come lo definisce l’articolo 2 del Codice della crisi. Per chi è in questa condizione il Codice prevede procedure in cui un giudice guarda tutti i debiti insieme. Ne parliamo nella guida su a chi rivolgersi quando un privato ha troppi debiti.

Ogni creditore guarda solo il suo credito. Tu devi guardarli tutti, insieme alle spese di ogni mese.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. La consulenza con lei serve a una cosa sola: capire se puoi accedere alla Legge3, cioè se hai i requisiti che la legge chiede per esdebitarti.
Ne esci con un sì o con un no. Se è sì, Michela ti dà tutte le informazioni per esdebitarti. Se è no, ti spiega il perché e, se può darti un consiglio, te lo dà.
Per fissarla lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. La prima consulenza è gratuita e non ti impegna a nulla.
Domande frequenti
Cosa significa messa in mora?
È la richiesta scritta con cui il creditore ti chiede formalmente di pagare un debito scaduto. Da quel momento sei considerato in ritardo a tutti gli effetti.
Cosa succede se non pago dopo la messa in mora?
Maturano gli interessi di mora e il creditore può rivolgersi al giudice per ottenere un ordine di pagamento. La lettera, da sola, non consente il pignoramento.
Qual è la differenza tra sollecito e messa in mora?
Il sollecito è un promemoria. La messa in mora è una richiesta formale, con effetti su interessi e prescrizione. Conta il contenuto della lettera più del titolo.
La messa in mora interrompe la prescrizione?
Sì. Dalla messa in mora il termine di prescrizione riparte da capo.
Entro quanto tempo bisogna pagare?
Il termine lo indica chi scrive la lettera: la legge non ne fissa uno uguale per tutti.
Parliamone con la lettera in mano
Se la messa in mora è solo una parte dei debiti che non reggi più, lascia nome, telefono ed e-mail nel modulo qui sotto e chiedi di essere contattato. Nella prima consulenza, gratuita, Michela verifica se hai i requisiti per la Legge3: ne esci con un sì o con un no.

Un creditore alla volta non basta quando i debiti sono tanti. Michela ti dice se hai i requisiti per la Legge3.
La prima consulenza è gratuita. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.