Vuoi parlare della tua situazione con Michela?
La rottamazione-quinquies permette di pagare alcune cartelle senza sanzioni, interessi e aggio, in un’unica soluzione o in un massimo di 54 rate ogni due mesi. Per i debiti con Fisco e INPS le domande si sono chiuse il 30 aprile 2026; per quelli con Comuni e Regioni che hanno aderito si aprono dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Per chi ha già aderito, oggi conta pagare le rate alle scadenze. Con due rate non pagate, anche non di seguito, il beneficio si perde e quelle cartelle non si possono più rateizzare. Per questo, se una rata comincia a pesare, conviene muoversi prima di saltarla.
Se hai aderito e temi di non reggere le prossime rate, con Michela e il team Legge3 guardiamo insieme il tuo piano e capiamo cosa si può fare prima della prossima scadenza.

Le rate della quinquies arrivano ogni due mesi. Sei scadenze l’anno, per nove anni: vanno messe accanto alle altre spese fisse.
Cos’è la rottamazione-quinquies e a che punto siamo
È la definizione agevolata delle cartelle prevista dalla legge di bilancio 2026, la legge 199 del 2025. Chi ha aderito paga il debito di partenza e non paga sanzioni, interessi e aggio. Le regole sono spiegate dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Per i debiti con il Fisco e con l’INPS i tempi sono già passati. Le domande andavano presentate entro il 30 aprile 2026. Entro il 30 giugno 2026 la Riscossione ha mandato a chi ha aderito la «Comunicazione delle somme dovute», con gli importi e le date delle rate. Il 31 luglio 2026 è scaduta la prima rata, o l’unica per chi ha scelto di pagare tutto insieme, come ricorda il comunicato dell’Agenzia.
C’è però una novità per i debiti verso Comuni e Regioni affidati alla Riscossione, come IMU, TARI, bollo auto e multe. Un decreto del 2026 ha esteso la quinquies anche a questi debiti, quando l’ente ha scelto di aderire: lo hanno fatto circa 1.500 enti. Per chi rientra, le domande si presentano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, come spiega FiscoOggi, la rivista dell’Agenzia delle Entrate. Per gli altri debiti, a oggi, non ci sono nuove finestre: chi è rimasto fuori deve guardare ad altre strade.
Quali debiti rientrano e quali sono esclusi
La quinquies non riguarda tutte le cartelle. Riguarda i debiti affidati alla Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 che nascono da tre situazioni:
- imposte dichiarate e non versate, emerse dai controlli automatici e formali sulle dichiarazioni;
- contributi INPS non pagati, esclusi quelli richiesti dopo un accertamento;
- multe stradali delle Prefetture, per le quali si tolgono solo interessi e aggio.
Rientrano anche i debiti di chi era decaduto dalle rottamazioni precedenti, compresa la quater, se al 30 settembre 2025 non tutte le rate scadute risultavano pagate.
Per i debiti affidati alla Riscossione dallo Stato e dall’INPS, tutto il resto è escluso, come chiariscono le domande e risposte ufficiali. Sono esclusi anche i debiti che stavano dentro un piano della quater in regola al 30 settembre 2025: chi stava pagando puntualmente è rimasto nella quater.

Non tutte le cartelle sono uguali. Sapere quali sono dentro la quinquies e quali no è il primo passo per capire quanto resta da affrontare.
Cosa si paga e cosa viene tolto
Si paga il capitale, cioè l’imposta o il contributo di partenza, più le spese di notifica e delle eventuali procedure già avviate. Non si pagano gli interessi iscritti a ruolo, le sanzioni, gli interessi di mora e l’aggio.
Lo sconto può essere importante sulle cartelle vecchie, dove sanzioni e interessi sono cresciuti negli anni. Ma il capitale resta tutto da pagare: la rottamazione alleggerisce il debito, non lo azzera.
Le rate e le scadenze
Chi ha scelto le rate paga ogni due mesi, per un massimo di 54 rate in nove anni. Sulle rate si applicano interessi del 3% annuo dal 1° agosto 2026, e ogni rata non può essere inferiore a 100 euro.
| Momento del piano | Scadenze |
|---|---|
| Pagamento in un’unica soluzione | 31 luglio 2026, con cinque giorni di tolleranza |
| Prime tre rate | 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2026 |
| Dal 2027 al 2034 | 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ogni anno |
| Ultime tre rate | 31 gennaio, 31 marzo e 31 maggio 2035 |
Le date che valgono per te sono quelle scritte nella tua Comunicazione delle somme dovute. La prossima scadenza per tutti i piani a rate è il 30 novembre 2026.
Cosa succede se salti una rata
Qui la quinquies è diversa dalle rottamazioni precedenti, e conviene saperlo bene.
Con un piano a rate, una rata rimasta indietro non fa perdere il beneficio. Si decade quando le rate non pagate, o pagate solo in parte, diventano due, anche non una dopo l’altra. Si decade anche se non si paga l’ultima rata del piano.
Attenzione: i cinque giorni di tolleranza valgono solo per chi paga in un’unica soluzione e per l’ultima rata. Per le altre rate non c’è tolleranza. E quando paghi la rata successiva a una saltata, quel versamento va a coprire prima la rata rimasta scoperta.
Se si decade, le conseguenze sono tre. Quanto hai pagato resta come acconto sul debito. La Riscossione può riprendere le azioni di recupero. E quelle cartelle non possono più essere pagate a rate con la rateizzazione ordinaria: è la differenza più pesante rispetto alla quater.

La seconda rata saltata chiude due porte insieme. Si perde lo sconto e si perde la possibilità di chiedere altre rate su quelle cartelle.
Cosa cambia per fermi, ipoteche e vecchie rateizzazioni
Per i debiti dentro la quinquies, la Riscossione non avvia nuove procedure e non prosegue quelle già avviate, salvo che ci sia già stata una prima asta con esito positivo. I fermi e le ipoteche già iscritti, però, restano dove sono. Lo indica l’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Le vecchie rateizzazioni sugli stessi debiti sono state revocate il 31 luglio 2026. Se dentro quel piano c’erano anche cartelle non rottamabili, per quelle le rate continuano con importi aggiornati.
Se le rate non si reggono: cosa resta
Il momento per decidere è prima della seconda rata saltata. Dopo, le strade si restringono.
Se la difficoltà è passeggera, si guarda come coprire la rata rimasta indietro e come proteggere le prossime. Se invece le rate della quinquies si sommano ad altri debiti e i conti non tornano più, il problema è più grande del singolo piano. La legge lo chiama sovraindebitamento: vuol dire non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti, come lo definisce l’articolo 2 del Codice della crisi.
Nelle procedure previste dal Codice si guarda l’insieme dei debiti, comprese le cartelle. Il giudice può sospendere le azioni dei creditori, secondo l’articolo 70, alle condizioni previste dalla legge. Ne parliamo nella guida su cosa fare con troppi debiti con l’Agenzia delle Entrate. Se hai già perso un piano precedente, leggi anche cosa succede con la decadenza dalla rottamazione-quater.

Una rata si paga con i soldi di tutti i giorni. Se per pagarla devi rimandare affitto o bollette, il piano va riguardato adesso.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Puoi parlarle se hai aderito alla quinquies e non sei sicuro di reggere le rate, se ne hai già saltata una, o se hai cartelle rimaste fuori.
Nel primo colloquio guardiamo la tua Comunicazione, le rate pagate, le prossime scadenze e gli altri debiti. Poi, con gli avvocati e i commercialisti del team, verifichiamo se il piano può stare in piedi o se serve una strada diversa.
Michela e il team non riaprono i termini chiusi dalla legge e non sostituiscono la Riscossione. Ti aiutano a capire in tempo cosa è ancora possibile.
Domande frequenti
Posso ancora aderire alla rottamazione-quinquies?
No. Per i debiti con Fisco e INPS le domande andavano presentate entro il 30 aprile 2026. Per i debiti con Comuni e Regioni che hanno aderito, invece, si presentano dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
Quante rate posso saltare senza perdere la quinquies?
Una. Alla seconda rata non pagata o pagata solo in parte, anche non consecutiva, il beneficio si perde. Si perde anche se resta scoperta l’ultima rata.
Ho pagato una rata qualche giorno dopo la scadenza: ho perso tutto?
Dipende da quale rata. La tolleranza di cinque giorni vale solo per la rata unica e per l’ultima. Per le altre conta se la rata risulta pagata per intero: la posizione va guardata sui versamenti reali.
Ero in regola con la quater: potevo passare alla quinquies?
No. I debiti dentro un piano della quater in regola al 30 settembre 2025 sono esclusi dalla quinquies.
Il colloquio con Michela sospende le scadenze?
No. Le date delle rate non si spostano. Il colloquio serve a decidere in tempo, prima della prossima scadenza.
Parliamone prima del 30 novembre
Se la prossima rata ti preoccupa, non aspettare di saltarla. Raccontaci quale piano hai e cosa hai pagato finora: da lì capiamo cosa si può fare.

Una scadenza guardata in due fa meno paura. Michela e il team Legge3 ti aiutano a decidere prima che il piano si chiuda.
Il primo colloquio è gratuito. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.